Come si cambia?
Ancora una volta, il Napoli ha pensato a non prenderle. E ha pareggiato, per la terza partita consecutiva, di cui due in trasferta a Roma. Le attenuanti, c’erano tutte. Troppi infortuni, Buongiorno appena rientrato dopo due mesi, il famoso mercato invernale non all’altezza. Avversario poi di tutto rispetto; una squadra in forma, particolarmente brava, poi, a vincere contro i partenopei in questa stagione. Insomma, alla vigilia probabilmente più di una firma sarebbe scappata per il pareggio. Il rammarico, però, c’è.
Per non essere riusciti a vincere una sfida che ad un certo punto si era messa bene, con il leggerissimo sospetto che il secondo e ultimo cambio dell’allenatore poco avesse a che fare con un piano ben congegnato. Infatti è stato Mazzocchi a chiedere la sostituzione, per una fascia sinistra difensiva che continua a mietere vittime. Una richiesta che ha mandato un po’ in confusione Antonio Conte, che ha optato per la mossa Rafa Marin. È finita 2-2, con la Lazio che ha riagguantato i partenopei all’87’, grazie al gol di Dia da poco entrato in campo. Volendosi consolare con la scaramanzia, l’ultima volta che gli azzurri hanno subito un pareggio da Dia, non è andata malissimo.
Fuori dunque Olivera, Spinazzola e Neres, tutti alle prese con infortuni muscolari. Cambio di modulo, 3-5-2. Rientro di Buongiorno al centro della difesa e Juan Jesus spostato sulla sinistra. Di Lorenzo e Mazzocchi i quinti di centrocampo, Raspadori in attacco al fianco di Lukaku. Gara subito in salita: al 6’ Rrahmani ha respinto male di testa un rinvio di Provedel, servendo Isaksen sui trenta metri. Al danese, quando c’è Meret in porta, viene voglia di calciare da qualsiasi posizione. Non imparabile, la conclusione si è infilata sotto la traversa. Buon per il Napoli che un successivo rinvio di Provedel è stato tutt’altro che provvidenziale per i suoi compagni. Palla regalata a McTominay, triangolazione tra Raspadori e Lukaku, con l’emiliano che si è allargato il pallone con il destro e poi di sinistro ha colpito in mezzo alle gambe del portiere. Dopo 13 minuti, risultato di 1-1. Poco altro da segnalare in una prima frazione caratterizzata da troppi errori individuali, sia da una parte che dall’altra.
Cambio forzato per Baroni che ha perso Castillanos per infortunio muscolare, sostituito da Noslin. Nella ripresa, al 54’ Isaksen ha sbagliato un gol molto più semplice di quello precedentemente realizzato. Al 61’, accenno di cambio di modulo per Conte, che ha tolto Buongiorno, il quale aveva evidentemente solo un’ora d’autonomia, e ha inserito Politano. Il Napoli, per qualche minuto, ha giocato anche bene. Il gol dell’1-2 è stato fortunoso. L’azione però era stata pregevolmente giostrata sulla destra da Politano e Anguissa. Raspadori, servito in area, ha indirizzato bene nell’angolo lontano. Il tiro è stato però respinto dalle natiche di Gila, scivolato a terra. Alla fine è stato Marusic ad accomodare il pallone nella propria porta. La Lazio ha reagito allo svantaggio riversandosi in attacco. Bella rovesciata di Zaccagni che aveva trovato un gran gol, annullato giustamente per fuorigioco.
Baroni ha operato cambi offensivi, invece Conte ha fatto esordire in campionato Rafa Marin all’85’, togliendo dunque Mazzocchi, su sua richiesta, giocando gli ultimi minuti con Politano a sinistra. Puntuale è arrivata la beffa di Dia per il 2-2 finale. Un pareggio giusto, come i precedenti, un punto comunque pesante, date le assenze importanti. Il rammarico, quello resta.
Domenico Fabbricatore
