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La congiura di Baroni

Niente da fare. Ad Antonio Conte non riesce proprio di vincere la sfida dei cognomi nobiliari con Marco Baroni, già bestia nera un anno fa, in campionato e coppa con la Lazio. Torino-Napoli, la prima di sette partite in ventidue giorni, è finita 1-0 per i padroni di casa. È già la terza sconfitta in stagione per i campioni d’Italia, tutte in trasferta, intervallate dalle sofferte vittorie di misura a Fuorigrotta.

Un serio campanello d’allarme per una squadra che viaggia alla media di un gol subito a partita e che non riesce a mantenere inviolata la propria porta dal match contro il Cagliari di fine agosto. Certo, non è facile rinunciare a gente come Rrahmani, Buongiorno, Lobotka, Politano, McTominay e Hoylund. Tutti fuori, contemporaneamente. Con lo scozzese e il danese costretti al forfait nell’immediata vigilia, uno per un problema alla caviglia e l’altro per affaticamento muscolare. A Torino non sono andati nemmeno in panchina. Erano seduti accanto in tribuna, ad osservare i compagni perdersi in uno sterile e lento possesso palla.

Molto più incisivi i padroni di casa, già fermati al 15’ dal palo sulla conclusione rasoterra di Vlasic. Nella sfida degli ex, tantissimi sia da una parte che dall’altra, puntuale, quasi inevitabile, è arrivato al 32’ il gol decisivo di Giovanni Simeone. Strano destino quello del Cholito, tanto amato dai tifosi partenopei, tanto affezionato alla maglia con cui ha vinto due scudetti, quanto inesorabile, prima e dopo, a segnarvi contro. A rendere più amaro il boccone, il retropassaggio di Gilmour ad armare l’istinto dell’argentino, poi bravissimo a dribblare tutta la difesa, compreso Milinkovic-Savic, per poi appoggiare in rete di sinistro. La reazione del Napoli, confusa e inconsistente.

Le poche occasioni create sono state tutte malamente sprecate. Grida vendetta il mancato intervento sotto porta di Olivera, schierato titolare a sinistra da Conte, con Spinazzola spostato in avanti. In crescita Neres sulla fascia destra, tra i più vivaci tra le fila azzurre. Nella ripresa, i cambi al 63’ hanno un po’ migliorato la situazione. Fuori Juan Jesus, ammonito severamente da Marcenaro al 9’, rientro in campo di Buongiorno. Soprattutto, fuori Olivera e dentro Lang. Il Napoli ha iniziato a guadagnare agevolmente il fondo dalle due fasce. Ma le conclusioni sono state tutte sparacchiate alte. Pesante bocciatura per Lucca, schierato titolare ma sostituito nel finale da Ambrosino. Poi dentro anche Elmas e Politano per Gilmour e Neres. Al 93’, anche la fortuna ha voltato le spalle. Bello il sinistro a giro di Politano, respinto dal palo. La palla è sbattuta sulla schiena di Israel ma non è entrata.

Lang è arrivato prima di tutti e ha messo in porta. Grande gioia per l’olandese, che si è tolto la maglia ed è corso sotto il settore ospiti per festeggiare quello che pensava fosse la sua prima rete italiana. Puntuale l’ammonizione ma nessun gol: il Var ha rilevato il fuorigioco al momento del tiro. E così è finita 1-0 per il Torino.

Domenico Fabbricatore