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La matematica, quando arriva arriva

No, il 30 aprile 2023 non è un giorno destinato a passare alla storia. Una distrazione fatale su rimessa laterale e, al minuto 84, con una grande conclusione di sinistro dal limite dell’area Boulaye Dia ha rimandato la festa scudetto del Napoli. Una domenica che si era messa nel migliore dei modi per la tifoseria azzurra, con la vittoria dell’Inter sulla Lazio che aveva di fatto servito sul piatto d’argento l’opportunità di celebrare in casa il tanto agognato traguardo.

Ma il Napoli delle ultime settimane, fatalmente, non è più la macchina da guerra apprezzata durante tutto il campionato. Contro la Salernitana, il gioco è stato spesso macchinoso, di certo non agevolato dall’ottima prestazione difensiva degli uomini di Paulo Sousa, che giustamente avevano poca voglia di recitare la parte della vittima sacrificale. Poche le occasioni da rete costruite. Eppure al 62’, su azione d’angolo, Mathias Olivera aveva trovato lo spiraglio giusto con un preciso colpo di testa all’angolino.

Per una ventina di minuti, l’uruguagio è stato l’ideale erede di Marco Baroni, che il 29 aprile 1990 firmò il secondo titolo tricolore, sempre con un colpo di testa. Invece la partita è finita 1-1, per la grande soddisfazione dei sostenitori granata. Per gli azzurri, poco male. Al cospetto di un’attesa durata 33 lunghissimi anni, non sarà certo un dramma aspettare ancora qualche giorno. Il verdetto definitivo potrebbe arrivare già nel turno infrasettimanale o al massimo in occasione del prossimo impegno casalingo contro la Fiorentina. Lo scudetto lo ha vinto il Napoli. La matematica, quando arriva arriva.

Domenico Fabbricatore