Mi fido di te?
Una sosta per le nazionali infinita, vissuta con un animo tormentato da troppi dubbi. La sconfitta contro la Fiorentina aveva lasciato l’amaro in bocca in tutto l’ambiente, a cominciare dal presidente De Laurentiis. Che ci ha provato eccome a portare Antonio Conte sulla panchina azzurra, salvo poi cambiare strategia e scendere in campo in prima persona in difesa della squadra e dell’allenatore. Alla fine è arrivata la partita di Verona e sulla panchina del Napoli si è seduto Rudi Garcia, che nella conferenza stampa della vigilia non ha nascosto il proprio malcontento nei confronti di qualche giornalista da cui era stato considerato prematuramente esonerato.
Al Bentegodi i partenopei hanno vinto, anche se è presto per capire se la crisi sia definitivamente passata. Il tecnico francese in fondo ha ragione quando dice che, a partire dal secondo tempo di Genova, la sua squadra ha sbagliato solo la partita con i viola. Restano comunque alcuni enigmi non risolti nemmeno da un successo largo fuori casa. Perché il Napoli ha senz’altro meritato i tre punti, giocando bene per almeno un’ora. Ma nella ripresa ha concesso troppe occasioni da rete (anche se ne ha create altrettante) ad una compagine, quella di Baroni, che ha fin qui dimostrato una scarsa potenzialità offensiva. Resta l’affermazione per 3-1 in trasferta, un buon rilancio dopo le recenti polemiche. Fuori causa Osimhen e Anguissa, anche Elmas e Olivera sono tornati acciaccati dalle nazionali. Garcia ha scelto Raspadori in attacco e Mario Rui sulla fascia sinistra arretrata. Al centro della difesa è tornato Rrahmani al fianco di Natan. Almeno tre i calciatori sugli scudi: Kvaratskhelia, autore di una doppietta di pregevole fattura, Politano, che ha segnato il primo gol e poi ha fornito i due assist al georgiano. E poi Cajuste. Schierato a centrocampo al posto di Anguissa, ha giocato con grande personalità, recuperando palloni importanti. Chissà come sarebbe andata se contro la Fiorentina, al momento dell’infortunio del camerunese, Garcia avesse scelto lui invece che rischiare Raspadori fuori ruolo. Ma ormai è andata.
Buona la partenza dei padroni di casa che hanno subito collezionato tre calci d’angolo, costringendo Meret a due parate sui tentativi di testa di Dawidowicz e Faraoni. Dall’altro lato, Montipò ha deviato sopra la traversa una conclusione dal limite di Politano. Al 26’ il vantaggio del Napoli, al termine di una manovra avviata da un grande recupero di Cajuste, non il primo della sua partita. Pregevole anche il cross di Raspadori, trasformato in rete da Politano al volo di sinistro. Al 43’ è arrivato il 2-0 con un’azione di contropiede gestita proprio da Politano che ha portato palla per diversi metri, per poi allargare verso Kvaratskhelia. Il georgiano si è fatto beffe di due difensori, portandosi il pallone sul sinistro per poi trafiggere Montipò sul primo palo. L’esultanza del numero 77 è stata fraintesa dai veronesi; c’è stato un accenno di rissa con l’arbitro Abisso che ha ammonito Faraoni e Mario Rui. Nella ripresa, subito due cambi per Baroni che ha tolto Amione e Ngonge per far entrare Terracciano e Bonazzoli. Quest’ultimo ha immediatamente chiamato in causa Meret, con una conclusione dalla breve distanza neutralizzata di piede dal portiere friulano. Ma al 56’ il Napoli è ripartito in contropiede con Politano che ha servito una gran palla a Kvaratskhelia. Il fresco sposo è entrato in area, ha eluso con un dribbling la marcatura di Magnani e poi ha appoggiato di destro nell’angolo lontano. La partita sembrava finita lì. Invece, al 60’, sul cross di Faraoni, Rrahmani ha mancato l’intervento di testa. Il pallone è sbattuto sulla coscia di Di Lorenzo, trasformandosi in un invito fin troppo comodo per Lazovic, che ha segnato la rete dell’1-3 con un tiro violento sotto la traversa.
Nell’ultima mezz’ora il Napoli ha un po’ rischiato, concedendo troppe occasioni ad un Verona che si è fatto apprezzare soprattutto sulle palle alte. Anche se la parata più difficile Meret l’ha dovuta esibire sul tentativo di destro al volo di djuric. Ma anche gli ospiti hanno avuto tante opportunità per fare il quarto gol. Garcia ha tolto Raspadori per Simeone e l’ammonito Mario Rui per Zanoli, che ha giocato a desta con Di Lorenzo sacrificato a sinistra. Cajuste e Simeone hanno sfiorato il palo alla sinistra di Montipò, poi ci hanno provato anche gli altri subentrati Lindstrom, Zerbin e Gaetano, con scarsa convinzione. Per i partenopei è arrivata comunque una vittoria molto importante.
Domenico Fabbricatore
