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Oh Romelu Romelu


Inseguito tutta l’estate, mandato in campo con appena due allenamenti assieme ai nuovi compagni di squadra. E subito decisivo. Romelu Lukaku, acclamato dalla folla, ha iniziato come meglio non avrebbe potuto la sua avventura con la maglia del Napoli. Risolvendo una partita difficile, diventata incredibilmente complicata e lunghissima. Una partita bella, giocata benissimo dal Parma nei primi minuti ma con un Napoli cresciuto alla distanza.

Una sfida che è arrivata a poche ore dalla conclusione di un mercato che ha visto la società partenopea grande protagonista, con acquisti importanti di cui però Conte non ha potuto usufruire per mancanza di tempo. E di questo il tecnico se n’è giustamente lamentato. La squadra schierata dal leccese è stata dunque esattamente la stessa che aveva iniziato contro il Bologna.

Di contro, il suo ex compagno di squadra alla Juve, Fabio Pecchia, alla guida della rivelazione di questo primo scorcio di campionato, ha dovuto subito rinunciare a Valeri dopo pochi minuti, sostituito da Del Prato. Uno slot subito sacrificato che alla lunga si è rivelato decisivo, per quanto accaduto al portiere Suzuki.

Gli emiliani hanno però sorpreso gli azzurri e hanno incredibilmente colpito una traversa e un palo nel corso della stessa azione, con Kowalski di testa e con Bonny che ha provato il destro a giro. Al 17’, poi, Sohm ha perforato centralmente la difesa di casa, con tanto di tunnel a Buongiorno. Meret è uscito su Bonny toccando però sicuramente anche la palla. L’incerto arbitro Tremolada ha assegnato il rigore ai ducali e il Var non è intervenuto. Dal dischetto, lo stesso Bonny ha portato in vantaggio la sua squadra. Il Napoli è però salito in cattedra anche se, nella prima frazione, è mancato qualcosa in avanti. Non male le iniziative offensive proposte ma le conclusioni a rete sono state sempre rimpallate dai difensori o sventate da Susuki.

Le scelte di Conte

Conte ha mandato subito in campo nella ripresa Spinazzola al posto di Olivera. Nonostante qualche imprecisione iniziale, l’ex romanista ha dimostrato un netto miglioramento di condizione ed è andato in crescendo. Male invece Kvaratskhelia, che al 52’ ha passato al portiere avversario una palla che avrebbe dovuto sfruttare meglio. La sostituzione attesa da tutto lo stadio è arrivata al minuto 62: fuori Raspadori e dentro Lukaku. Il belga ha avuto l’occasione per il pareggio al primo pallone toccato. Ma era in fuorigioco. In off-side probabilmente anche Buongiorno, che ha colpito la traversa poco dopo. Altro cambio decisivo: fuori Politano e dentro Neres. La partita è cambiata al 75’, quando Suzuki è uscito dalla propria area per anticipare il brasiliano.

Ha toccato prima il pallone ma ha poi travolto imprudentemente l’avversario, rimediando il cartellino giallo. Il secondo per lui, ammonito precedentemente per perdita di tempo. Il guaio per Pecchia è che aveva già esaurito i cambi, quindi il Parma ha dovuto giocare gli ultimi minuti senza un vero portiere. Tra i pali è andato Del Prato. Conte ha inserito un altro attaccante: Simeone, al posto di Mazzocchi.

Incredibilmente, per quindici lunghissimi minuti gli azzurri non sono riusciti a calciare verso la porta, quasi per rispetto dell’improvvisato estremo difensore ospite. Kvaratskhelia, ad esempio, ha concluso due volte alle stelle. La seconda sprecando malamente un calcio di punizione da ottima posizione, quando forse sarebbe bastato scavalcare la barriera e inquadrare la porta .

Al minuto 89, rigore per il Napoli assegnato per fallo di Almqvist su Simeone. Stavolta però il Var intervenuto perché il difensore del Parma aveva forse toccato prima il pallone. Tremolada ha rivisto l’azione al monitor ed è tornato sui propri passi. Lunghissimo il recupero concesso: 11 minuti, poi arrivati a 15. I due gol con cui il Napoli ha ribaltato la situazione sarebbero stati difficili da parare anche da un portiere vero.

Al 92’, servito da Spinazzola, Lukaku si è girato da par suo e ha concluso fortissimo di sinistro sul secondo palo. Al 97’, cross di Neres e Anguissa è saltato altissimo per colpire di testa il pallone del 2-1. Ma per poter brindare alla vittoria, è stata necessaria una grande parata di Meret sull’ultima clamorosa occasione concessa a Almqvist. E’ finita comunque con una vittoria tanto sudata quanto preziosa. Dopo la sosta, Conte avrà finalmente a disposizione la squadra al completo.

Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it