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Obiettivi da trasformare

Non è questa la sconfitta che pesa. In casa della Juventus, a cospetto di una squadra in crescita dal punto di vista del gioco e dei risultati, nonostante il recente passo falso di Cagliari, ci poteva stare un risultato negativo.

Resta certamente l’amarezza per una partita non giocata ad armi pari, per colpa delle tante defezioni. Comunque perdere allo Stadium ci poteva anche stare. Possibilmente in maniera meno netta ma ci poteva stare. I punti che pesano sono quelli lasciati in trasferta con Torino e Udinese e in casa con Verona e Parma.

Sono queste le gare che hanno scucito lo scudetto dalla maglia azzurra. Gli obiettivi sono cambiati ufficialmente. Adesso il Napoli deve portare a casa la qualificazione alla prossima Champions. E non sarà facile. Il primo posto è saldamente nelle mani dell’Inter.

Alle spalle della formazione nerazzurra, ci sono cinque squadre in sette punti. Soltanto tre di queste parteciperanno alla massima competizione europea. Milan secondo e dunque leggermente avvantaggiato. Napoli e Roma terzi a quota 43, Juventus 42, Como 40. Improbabile, al momento, il rientro dell’Atalanta: saranno queste squadre a giocarsi le posizioni che contano. Il Napoli è in crisi. Di uomini, più che di risultati.

Gli infortuni continuano a non dare tregua e già da un pezzo non può essere più un caso. Gli ultimi a marcare visita sono stati Milinkovic-Savic e Mazzocchi. Nel frattempo, Lang e Lucca hanno fatto le valigie mentre Neres dovrà operarsi alla caviglia e resterà fuori causa almeno fino ad aprile.

Il problema accusato dal portiere serbo ha accelerato il ritorno in campo di Meret, che non calcava il terreno di gioco dal 28 settembre. Il friulano non ha grosse responsabilità sui tre gol presi, anche se in effetti non ha mai effettuato una vera parata, salvato prima dal palo sulla conclusione di Thuram e poi da Buongiorno sul tocco da distanza ravvicinata di Conceicao. In mezzo, il gol dell’1-0 realizzato da David, servito da un colpo di tacco di Locatelli e favorito da una copertura tutt’altro che arcigna di Spinazzola.

Il Napoli non ha mai tirato in porta. Poteva però starci un rigore per doppia trattenuta in area. La più evidente, quella di Bremer su Hojlund. Arbitro e Var hanno lasciato correre. Nella ripresa, l’errore di Juan Jesus ha spalancato le porte per il raddoppio di Yldiz. Il terzo gol lo ha siglato Kostic dalla distanza. Da segnalare per il Napoli l’esordio di Giovane, appena acquistato dal Verona, ma soprattutto il rientro in campo di Lukaku dopo cinque mesi di assenza.

Il belga, servito da Hojlund, ha sbagliato abbastanza clamorosamente il gol della bandiera. Pazienza. Ha vinto la Juventus, 3-0. Prossimi obiettivi: la Champions. Provare a rimanere aggrappati a questa edizione e cercare di qualificarsi per la prossima. Lo scudetto ha ormai preso altre strade.

Domenico Fabbricatore