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Peggio del previsto

Che il Napoli fosse in ritardo “sotto tutti i punti di vista”, giusto per citare l’intercalare preferito del suo allenatore, lo si era capito già dalla prima uscita stagionale in coppa Italia. E lo stesso Conte, del resto, era stato piuttosto esplicito con le sue dichiarazioni. Ma forse nemmeno lui si aspettava un esordio in campionato così deludente. Verona-Napoli 3-0. Basterebbe il risultato. Ma la delusione sta tutta nell’atteggiamento di una squadra chiamata a riscattare una stagione terrificante. E che invece ha iniziato peggio di come aveva concluso la precedente.

Il mercato bloccato, l’infortunio di Buongiorno, la traversa che ha respinto la conclusione di Anguissa quando il punteggio era ancora in bilico. Tutte attenuanti che non giustificano una prestazione imbarazzante. La compagine partenopea, modesta nella prima frazione, è clamorosamente crollata nella ripresa al cospetto di un avversario inferiore sulla carta. Unico volto nuovo nell’undici titolare, uno Spinazzola fuori forma e poco assistito. Juan Jesus ha sostituito Buongiorno nella difesa a tre. Il Napoli si è spento sull’occasione non sfruttata da Kvaratskhelia sul finale di tempo, servito da un improvvido retropassaggio di Frese ma chiuso in angolo dal recupero di Tchatchoua. Poco dopo il georgiano ha alzato bandiera bianca per giramenti di testa. Al suo posto Raspadori, lasciato in panchina da Conte che gli ha preferito Simeone. E se c’era bisogno di una conferma che il Napoli ha disperato bisogno di un attaccante vero, con Osimhen separato in casa, è arrivata puntuale la sentenza del Bentegodi.

Nella ripresa, alla squadra di Zanetti non è parso vero di passeggiare sulle macerie di una squadra che proprio lì, esattamente due anni fa, anche se sembra passato un secolo, aveva bagnato l’esordio del campionato del terzo scudetto. Al 50’, Rocha Livramento, servito da Lazovic con un pregevole tocco d’esterno, ha anticipato Juan Jesus ed ha sfiorato il pallone quel tanto che è bastato per mettere fuori causa Meret. Conte ha provato a dare vigore alla fascia sinistra inserendo Olivera al posto di Spinazzola. È arrivata la traversa di Anguissa. Ma poi è stata emblematica l’azione del raddoppio, con Duda che, solo contro tre avversari a centrocampo, ha vinto tutti i duelli, facendo palesare tutti i limiti di concentrazione della formazione ospite e offrendo a Mosquera l’occasione d’oro per il 2-0. Nel finale è arrivata la doppietta del colombiano per la definitiva umiliazione. Chissà se può essere da consolazione per Conte: esattamente 40 anni fa, fece il suo esordio a Verona con una sconfitta analoga niente meno che Maradona. Ma il Napoli non deve ovviamente appellarsi agli aneddoti del passato. Piuttosto serve urgentemente rimediare con l’immediato inserimento in rosa di pedine importanti.

Domenico Fabbricatore