Riforma della Coppa Italia. Il calcio è della gente. Infatti della gente di …..
La nascita della Superlega europea aveva indignato l’opinione popolare e scosso il mondo pallonaro a livello mondiale. Tutti contro, tutti a vomitare parole sulle società promotrici della manifestazione, tutti a puntare il dito contro un calcio che avrebbe rotto per sempre gli equilibri, tolto il sogno a milioni di tifosi e, soprattutto, creato una sorta di mondo elitario. Critiche feroci da parte di leghe e federazioni, richieste di sanzioni durissime, di esclusioni da Champions e campionati per le dissidenti, addirittura gogna mediatica principalmente per la Juventus tra le fautrici principali della nuova competizione. Ci mancava solo il plotone di esecuzione!. I colleghi del Sole 24 ore ieri, hanno scoperto che la nascita della Superlega non solo era a conoscenza di tutte le federazioni internazionali ( la nostra ne aveva discusso in assemblea lo scorso 16 febbraio), ma che lo stesso progetto era stato presentato anche alla Uefa con tempi date e le rassicurazioni di non abbandonare la Champions League. Dicevamo della nostra Lega. È stata la prima a manifestare lo sdegno e minacciare sanzioni a Juventus Milan e Inter se avessero perseguito la strada della nuova realtà calcistica. Ha appoggiato UEFA e FIFA ribadendo con forza che ……. il ” calcio è della gente; che la nuova lega avrebbe creato un calcio d’élite; che di fatto avrebbe spezzato i sogni di tanti bambini e creato una forte disuguaglianza”. E allora il Consiglio di Lega che fa? Con delibera di ieri 5 maggio intorno alle 18, ha varato la riforma della Coppa Italia Tim, decidendo che a partire dalla prossima stagione, detta manifestazione debba essere giocata solo dalle società di serie A e serie B escludendo di fatto il mondo della lega pro. Fenomeni!
Adesso, aldilà delle considerazioni filosofiche, la domanda sorge spontanea: ma questa nuova formula non è elitaria?; i sogni dei bambini per un calcio in cui tutto è possibile come in una favola non s’infrangono più? La torta intesa come ricavi non doveva essere più equa? La risposta è una semplice e conosciuta. Il mondo pallonaro è un feudo all’interno del quale da tanti anni ormai, non c’è più spazio per i sentimenti, per il rispetto ma soprattutto per i TIFOSI. Personalmente non so a voi ma in queste ore a me è tornato in mente uno slogan tanto in voga negli stadi di tutt’Italia da nord a sud isole comprese, mai banale e sempre attuale 《 lega italiana …..》
Lorenzo Orefice; AtletaMagazine.it
