ApprofondimentiCalcioSerie ATop News

Via la maschera

Come Victor Osimhen, rientrato in campo senza la caratteristica protezione al volto, il Napoli deve gettare via la maschera di una prima parte di stagione anonima. Intendiamoci, la squadra di Mazzarri deve ancora crescere tanto, soprattutto per quel che concerne la tenuta atletica. Perchè a Bergamo, dopo un ottimo primo tempo, nella seconda frazione ha subito troppo il forcing dei padroni di casa. Ma la vittoria ottenuta contro l’Atalanta, proprio perché sofferta e strappata nei minuti finali, è di un’importanza clamorosa, sia per la classifica che per il morale. C’era da onorare Maradona, nel terzo anniversario della scomparsa. E così è stato. In graduatoria, gli azzurri sono ancora quarti, però hanno guadagnato punti sulle inseguitrici più vicine. Le brutte notizie al momento riguardano l’infermeria. Fuori causa già da prima della sosta Meret e Mario Rui, Lindstrom è tornato acciaccato dagli impegni in nazionale. Purtroppo a questi si è aggiunto Matias Olivera, il cui infortunio è sembrato molto grave. Si dovrà attendere l’esito degli accertamenti per capire i tempi di recupero. La sensazione iniziale non lascia comunque molto spazio all’ottimismo. Di contro, è tornato Osimhen, addirittura prima rispetto al previsto. E il nigeriano è stato immediatamente protagonista, con l’assist ad Elmas per la rete del definitivo 1-2. Mazzarri ha esordito con il classico 4-3-3, scegliendo Raspadori al centro dell’attacco, mentre Natan si è ripreso il posto in difesa al fianco di Rrahmani.

Molto buona la prova del brasiliano, seppur penalizzato da un precoce e severo cartellino giallo. Nella prima frazione si è visto un Napoli ordinato, con le idee chiare e finalmente determinato. Cambi forzati da una parte e dall’altra per gli infortuni di Zappacosta e di Olivera: dentro Hateboer e Juan Jesus. Un primo gol di Rrahmani è stato annullato dal Var per fuorigioco davvero millimetrico. Ma il vantaggio per i partenopei è arrivato al 44’, con Kvaratskhelia che ha deviato imparabilmente di testa un cross dalla destra di Di Lorenzo. Un minuto dopo, Gollini è stato chiamato alla grande parata sul colpo di testa di Koopmeiners, su assist di Hateboer. Ma l’occasione più ghiotta è capitata agli ospiti, con Zielinski che, liberato da un colpo di tacco di Raspadori, ha provato il tocco morbido, con Carnesecchi che non si è fatto sorprendere. Poi sono stati rimpallati dai difensori bergamaschi i successivi tentativi, in rapida sequenza, di Di Lorenzo, Politano e Anguissa. Insomma, il Napoli avrebbe meritato qualcosa di più nel primo tempo. Nella ripresa, invece, ha giocato meglio l’Atalanta, che ha trovato subito il pari, grazie ad un colpo di testa di Lookman. Per una buona mezzora i padroni di casa si sono fatti preferire. Al 64’ Mazzarri ha mandato in campo Osimhen ed Elmas, togliendo Raspadori e Politano. Poi dentro Cajuste e Ostigard in luogo di Zielinski e dell’ammonito Natan. Sono stati appunto il nigeriano e il macedone a costruire il gol della vittoria.

Aiutati non poco da un rinvio sbagliato di Carnesecchi. E’ stato Cajuste ad intercettare il pallone calciato male dal portiere, appoggiandolo verso Osimhen, tenuto in gioco da un distratto Bonfanti. Il bomber ha toccato intelligentemente per Elmas che ha confermato la sua buona tradizione contro l’Atalanta, firmando il gol decisivo. E così Mazzarri ha esordito con una vittoria per 2-1, esattamente come fece la prima volta contro il Bologna. Una vittoria in trasferta non è una novità per una squadra che anche con la precedente gestione tecnica sembrava più a suo agio fuori casa. Ma è stata questa la prima vittoria in campionato contro un avversario di pari livello. Il Napoli ha ritrovato senz’altro entusiasmo e ha vinto una partita molto difficile, anche se deve ancora migliorare tanto. Il Mazzarri bis è comunque iniziato come meglio non si poteva.

Domenico Fabbricatore