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L’Atalanta non si ferma al palo ed il Napoli perde la testa

Fine della corsa? Un Napoli senza ben cinque titolari ha perso la partita e la vetta della classifica, dopo 15 giornate in vetta, da solo o in coabitazione. Napoli-Atalanta 2-3 è stata una girandola di reti e di emozioni. Ma contro una squadra forte e piena zeppa di risorse, come quella bergamasca, nessuno può concedersi il lusso di rinunciare a tanti titolari. Neppure il Napoli, che pure ci ha provato, ha lottato, aveva anche ribaltato lo svantaggio iniziale, prima di arrendersi ad altre due reti degli orobici, passando dal primo al terzo posto nell’arco di un sabato calcistico di marca lombarda. Per ovviare alle troppe assenze, Spalletti, squalificato, ha provato a mischiare le carte, schierando una sorta di 4-4-2 ibrido. La vera novità è stata Malcuit, schierato ala destra davanti a Di Lorenzo, con Elmas dall’altro lato ed in avanti Lozano e Mertens. Obbligate le scelte in difesa, con Juan Jesus a comporre la coppia dei centrali con Rrahmani. Ma dopo appena 7 minuti, l’ex Zapata ha vinto un duello di forza proprio con Rrahmani ed ha poi appoggiato il pallone indietro per l’accorrente Malinovsky, la cui conclusione dal limite dell’area si è insaccata all’incrocio dei pali. I padroni di casa hanno provato a reagire. Grande occasione per Lozano al 10’, servito da un cross basso di Mario Rui, con il messicano che ha sbagliato la deviazione da pochi passi, con palla fuori. Azioni da una parte e dall’altra, con Pessina e ancora Lozano a sbagliare due comode opportunità. Al 40’ è arrivato il pareggio. Bella giocata di Malcuit sulla destra che ha superato un avversario e ha messo al centro un bel pallone che Mertens ha accomodato all’indietro per Zielinski. Doppia conclusione del polacco, la seconda è stata vincente. Ad inizio ripresa, un po’ a sorpresa, i partenopei hanno trovato il vantaggio. Geniale intuizione di Malcuit che di esterno ha toccato per Mertens, partito da dietro la linea del centrocampo. Il belga ha avanzato a grandi falcate e non ha lasciato scampo a Musso. Una volta in svantaggio, l’Atalanta è tornata a macinare azioni di gioco. Zapata ha colpito il palo di testa, poi Ospina ha dovuto deviare in angolo un’altra deviazione aerea di Demiral. Altro infortunio muscolare per il Napoli, con Lobotka che si è dovuto fermare, lasciando il posto a Demme. Al 60’ Mariani ha visto un calcio di rigore per un tocco di Mario Rui, di piede e fuori area. Errore ridicolo dell’arbitro romano, salvato dal Var. Ma Il pareggio dei bergamaschi era nell’aria. A realizzarlo è stato Demiral, con un gran destro in diagonale sotto la traversa. Come a Reggio, Spalletti ha tolto dal campo forse troppo presto Lozano ma soprattutto Mertens. Molto più incisiva la mossa di Gasperini con Ilicic, che ha firmato di esterno sinistro il passaggio per il gol del 2-3 di Freuler. Nel finale, i padroni di casa ci hanno provato con la velocità di Ounas e Politano ma la difesa atalantina se l’è cavata, anche spendendo qualche fallo. Ultima occasione di Petagna ma il suo tiro è volato alto.

Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it