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Poteva andare meglio

Ha vinto il Real Madrid. Ci poteva stare e così è stato. Ma nessun dramma. Anzi, il Napoli deve trarre spunti d’autostima da una partita persa più per episodi che per demeriti. Del resto, la Champions è la manifestazione dei dettagli, in questo il Real e il suo allenatore sono maestri da sempre. Peccato però. Perchè gli azzurri sono andati in vantaggio ed hanno poi reagito bene anche al doppio schiaffo subito, restando in partita, trovando il pareggio, sfiorando anche la rete del nuovo vantaggio. Ma alla fine hanno vinto gli spagnoli, con un autogol di Meret. Il che è tutto dire. Pochissimi cambi per Garcia rispetto alla vittoria di Lecce. Scontato il rientro di Osimhen in attacco, altrettanto si può dire per Politano a destra.

Confermato Olivera terzino sinistro. I partenopei hanno iniziato con determinazione, poi però un’occasione di Rodrygo ha fatto tremare la platea di Fuorigrotta. Bravo Meret nella circostanza. Comunque non male la manovra dei padroni di casa, con Zielinski ispirato e Kvaratskhelia in buona vena. Pertanto non è stato certo immeritato il gol dell’1-0, arrivato al 19’ dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Kepa, portiere a lungo corteggiato lo scorso anno, ha sbagliato l’uscita, Natan ha impattato il pallone più con la spalla che con la testa. Ne è scaturita una traiettoria beffarda, con sfera respinta dalla traversa. Ostigard ha travolto letteralmente Carvajal e di testa ha trovato lo spiraglio vincente.

Grandissima gioia, durata però poco. Una vera disdetta, perché il Napoli era in tranquilla gestione del pallone. Ma uno dei rarissimi errori di Di Lorenzo ha favorito l’inserimento di Bellingham. Palla a Vinicius che ha raccolto l’invito in posizione defilata ed ha mirato di destro il palo lontano. Gli azzurri hanno patito il contraccolpo psicologico. Per alcuni minuti gli uomini di Garcia sono sembrati un pugile all’angolo e in balia dell’avversario. Il potenziale colpo del ko l’ha messo a segno al 34’ Bellingham, che ha preso possesso della palla a centrocampo ed ha avanzato indisturbato fino all’area avversaria, trovando poi una conclusione che non ha dato scampo a Meret. Il Napoli sotto 2-1 avrebbe potuto crollare. Invece al 39’ Osimhen ha sfiorato il pareggio, colpendo di testa su cross di Politano. Grandissima la risposta di Kepa che ha strozzato in gola l’urlo del gol a tutto lo stadio. Ma il 2-2 è arrivato nel secondo tempo, grazie ad un calcio di rigore concesso dall’arbitro dopo richiamo del Var, per tocco di mano di Nacho in copertura su Osimhen.

Dal dischetto si è presentato Zielinski. Perfetta ma da infarto la trasformazione del polacco, con pallone prima sul palo e poi in rete. Trovato il pareggio, il Napoli è salito in cattedra per diversi minuti, sfiorando la rete con le conclusioni da fuori area prima di Kvaratskhelia poi di Zielinski. Ad un certo punto, però, Ancelotti ha inserito Mendy e Modric e il Real ha ripreso le redini del gioco. Sfortunato Meret al 78’, sulla conclusione terrificante dalla distanza di Valverde, anche deviata da Olivera. La palla è rimbalzata prima sulla traversa poi sulla schiena del portiere friulano, quindi in porta per il definitivo 2-3. Coraggiosi i cambi nel finale di Garcia, che ha inserito Raspadori e Simeone, senza togliere Osimhen, con Ostigard attaccante aggiunto. L’ultimo brivido l’ha regalato proprio una girata del norvegese. Ma Kepa ha parato senza problemi. Ha vinto il Real Madrid, ipotecando la vittoria del girone. Il Napoli avrà però tempo e modo per riscattarsi.

Domenico Fabbricatore