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Riparte la seria A. Vincono tutte le big tranne la Juve.

Il massimo torneo nazionale ha riparto i battenti dopo la splendida estate che ha insignito la nostra nazionale del titolo di campione d’europa circa mezzo secolo dopo la prima volta.  Ad aprire la manifestazione  l’Inter campione in carica che con un perentorio 4-0 surclassa il Genoa e conferma di essere anche quest’anno tra le favorite. Anche l’Atalanta di Gasperini vince a Torino contro i granata 1-2 anche se in maniera assai meno convincente ed in pieno recupero. La vera sorpresa di giornata arriva da Udine dove la Juventus  in vantaggio al termine del primo tempo per 0-2, grazie a due clamorosi errorii del proprio portiere viene rimontata sul 2-2.   Pirotecnico l’altro anticipo domenicale delle 18e30 al Dall’Ara di Bologna, dove i padroni di casa due volte in svantaggio prima la rimontano per poi andarla vincere nei minuti finali. Alle 20e45 la Roma di Mourinho vince e convince battendo la Fiorentina per 3-1 così come il Napoli di Spalletti 2-0 sul neopromosso Venezia non senza qualche sofferenza. Il Cagliari dopo la.splendida cavalcata salvezza dello scorso anno riparte dalla  Sardegna Arena contro lo Spezia. Partita pirotecnica che i padroni di casa riescono a pareggiare nonostante si siano trovati sotto di due goal a metà ripresa. 2-2 il risultato finale che sta molto stretto alla squadra ligure scesa in Sardegna con soli 13 giocatori di movimento, che si è vista negare sul risultato di 1-2  un rigore enorme enorme enorme ma che soprattutto ha giocato una partita sempre alla ricerca del risultato. A chiudere questa prima giornata allo stadio Marassi di Genova si affrontano Sampdoria e Milan . Primo tempo vivace con occasioni per entrambe le squadre, l’equilibrio viene rotto dall’errore dell’estremo difensore Doriano Audero che spinge  nella sua porta un tiro innocuo di Brahim Diaz per lo 0-1 ospite. Secondo tempo avaro di emozioni complice anche la stanchezza. La Sampdoria ci prova sino all’ultimo istante senza però riuscire a riequilibrare una partita che tutto sommato non meritava di perdere.

Lorenzo Orefice; Atleta Magazine.it