NAPOLI: bastano due colpi al Granada per stendere gli azzurri
“Addio, Granada”. Così cantava l’indimenticabile Claudio Villa. Per il Napoli, non è proprio addio.
Ma poco ci manca. Il 2-0 subito nella partita d’andata dei sedicesimi di Europa League, ha tutto il
retrogusto amaro di una sentenza. A Fuorigrotta servirà una partita perfetta per ribaltare la
situazione. Servirà soprattutto un altro Napoli. Il problema è che la partita di ritorno arriverà troppo
presto. Gattuso avrà soltanto una settimana di tempo per chiarire le idee alla propria squadra. Di
certo, non ci sarà modo per recuperare i troppi infortunati che ne stanno decimando la rosa.
Giocatori indisponibili in tutti i reparti, dal portiere agli attaccanti, tra cui il fin qui sempre
pericoloso Lozano. Appellarsi alle assenze non aiuterà a risolvere la situazione. Però è un dato di
fatto che il Napoli è arrivato al momento clou della stagione senza troppe frecce al proprio arco.
Contro una formazione messa insieme alla meno peggio, il Granada non ha avuto difficoltà a far sua
la partita e ad ipotecare il passaggio del turno. Gli azzurri si sono arresi in appena due minuti. Al 19’
il vantaggio spagnolo: cross dalla destra di Kenedy, con Di Lorenzo scavalcato dalla traiettoria del
pallone e colpo di testa vincente di Herrera. Al 21’, la specialità della casa: il contropiede. Politano
ha perso palla al limite dell’area avversaria, velocissima ripartenza dei padroni di casa, con Machis
che ha portato palla per diversi metri, per poi appoggiare sulla sinistra per Kenedy, che ha sfruttato
lo spazio lasciato libero dal mancato rientro di Di Lorenzo per concludere in diagonale alle spalle di
Meret. Il Napoli è crollato al tappeto, come un pugile colpito da una doppio colpo in pieno mento.
La reazione di fatto non c’è stata. Nella ripresa Gattuso si è affidato alle folate di Zielinski ma il
polacco è riuscito a produrre solo un paio di conclusioni alte sopra la traversa. Quando agli azzurri è
capitata l’occasione giusta, sono stati anche capaci di ostacolarsi da soli. Prima Osimhen ha quasi
impedito una comoda conclusione ad Elmas da posizione favorevole. Poi è stato Rrahmani a rubare,
involontariamente, l’opportunità ad Osimhen di concludere da pochi passi. Nel finale, c’è voluto un
provvidenziale intervento di Meret su conclusione di Herrera per evitare addirittura il terzo gol. E’
finita quindi con un 2-0 difficile da rimontare. Al ritorno ci vorrà il miglior Napoli per scongiurare
l’eliminazione. Ma il Napoli migliore sta in infermeria.
Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it
