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Tre punti e a capo

Un anno e un giorno dopo la conquista del quarto scudetto, in concomitanza del settantasettesimo compleanno di Aurelio De Laurentiis, l’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli è ufficialmente terminata.

In casa, contro l’Udinese, sono arrivati gli ultimi 3 punti della sua gestione, utili per blindare il secondo posto alle spalle dell’Inter. Una sfida finale che è stata la fotografia perfetta di una stagione travagliata: vittoria per 1-0 e due infortuni muscolari patiti nel corso del primo tempo.

Fuori Alisson Santos e Lobotka, quest’ultimo vittima a più riprese di problemi del genere. Per fortuna, chi è subentrato, vale a dire De Bruyne e Gilmour, è stato all’altezza della situazione. Soprattutto il belga, che al 24’ ha mandato in porta Hojlund da par suo, per il gol decisivo. Nella ripresa, a facilitare il compito dei partenopei, è arrivata l’espulsione di Kabasele, suggerita dal Var all’esordiente Zanotti, che forse in campo aveva preso la decisione giusta della semplice ammonizione.

Nei minuti finali, Conte ha concesso l’esordio in campionato a Nikita Contini, in porta al posto di Meret. Bella la standing ovation del Maradona all’allenatore del quarto scudetto e ad altri protagonisti di questo ciclo vincente, arrivati probabilmente al passo d’addio.

Dopo la partita, siparietto disteso tra Conte e De Laurentiis in conferenza stampa. Il tecnico leccese ha ribadito la sua decisione di lasciare, non nascondendo un pizzico d’amarezza per non essere riuscito, a suo dire, a compattare totalmente un ambiente in cui ci sono persone che remano contro per un like sui social.

Di certo, è stata una stagione complicata che poteva naufragare dopo la sconfitta di Bologna (situazione ricordata in sala stampa) ma che invece è andata avanti ed è stata arricchita da un altro trofeo, la Supercoppa italiana, e dal secondo posto in classifica. Adesso si dovrà voltare pagina.

Domenico Fabbricatore