Una partita che non c’è stata
Avrebbe potuto essere una gran bella partita, Manchester City-Napoli. Magari avrebbe vinto lo stesso la squadra di Guardiola, oggettivamente più forte. Ma nessuno potrà mai sapere come sarebbe andata. Perché il sipario sull’incontro è calato al minuto 20 del primo tempo. Ingenuo e sfortunato il tackle di Di Lorenzo su Haaland lanciato a rete. Pochi centimetri hanno diviso il piede del capitano da un pallone mai toccato. Fallo sul norvegese. Cartellino rosso, suggerito dal Var ma ineccepibile. Fine dei giochi.
È finita poco anche la sfida con il proprio passato di Kevin De Bruyne, richiamato in panchina al 25’, con Conte che ha inserito Olivera a sinistra, spostando Spinazzola a destra. Tanti applausi e striscioni per l’ex idolo da parte del pubblico dell’Ethiad. Il belga, da par suo, ha capito la situazione e ha accettato la scelta di Conte con una serenità da campione qual è. I partenopei, che pure prima dell’inferiorità numerica avevano avuto una grande occasione con Beukema, che ha chiamato Donnarumma alla difficile parata su azione d’angolo, una volta rimasti in dieci non sono più riusciti a mantenere il possesso palla per più di pochi secondi. Nel primo tempo è stato un grande Milinkovic-Savic a tenere a galla i compagni.
Nella ripresa, ci sono volute anche due magie per consentire al City di vincere 2-0. Fantastico il colpo di testa vincente di Haaland, su assist semplicemente strepitoso di Foden. Poi Doku ha giganteggiato in area azzurra e ha raddoppiato in diagonale. Sconfitta netta, praticamente inevitabile. Bene ha fatto forse il Napoli, nel finale, a pensare a non prendere l’imbarcata, piuttosto che provare a fare qualcosa in fase offensiva. La differenza reti non va mai sottovalutata. E così il ritorno in Champions, dopo un anno di assenza, è andato male. Per fortuna, c’è tutto il tempo per rimediare.
Domenico Fabbricatore
