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A Montecarlo si riconferma principe Tsitsipas. A Sinner manca ancora l’ultimo step per essere tra i top, crollo in classifica di Fognini

Il primo masters1000 su terra della stagione, ossia il torneo di Montecarlo, si è chiuso riconfermando campione Tsitsipas. La passata stagione il greco ebbe ragione in finale del russo Rublev, battuto nettamente in due set, nel vuoto di uno stadio senza pubblico per il covid. Anche quest’anno, nel torneo del principato, tornato finalmente al suo antico splendore, col pienone sulle gradinate e sempre ricco di storia e fascino, non sono mancate le sorprese. A cominciare dalla clamorosa eliminazione all’esordio di Djokovic, al rientro dopo aver saltato Australian open, Indian Wells e Miami causa mancata vaccinazione anti-covid. Il serbo, le cui assenze forzate evidentemente hanno pesato oltre il previsto, è stato travolto dallo spagnolo Davidovich-Fokina che, addirittura, nel terzo set gli ha rifilato un eloquente 6-1. Lo spagnolo stesso è risultato essere un’altra sorpresa, in positivo, di Montecarlo, dopo Djokovic, ha superato nettamente il belga Goffin, fresco vincitore di Marrakech e apparso ritornare ai livelli degli anni precedenti, poi nei quarti con un po’ più di fatica batteva l’americano Fritz, vincitore di Indian Wells e in semifinale, sempre in tre set, il bulgaro Dimitrov, per poi fermarsi, come detto in finale contro uno Tsitsipas super. Vi è stato, poi, il siparietto Bublik, tennista istrionico che, nel secondo turno, sul punteggio di un set pari, avversario lo spagnolo Carreno Busta, in un match in grado di poter vincere ampiamente, si è ritirato nella terza partita sul 4-3 per l’avversario, polemizzando in maniera strumentale sulla superficie di gioco e semplicemente perchè non “ama giocare sulla terra”. Detto del vincitore, Tsitsipas, apparso in forma smagliante, lo stesso ha travolto all’esordio Fognini, il cui gioco è sembrato del tutto inefficace a contrastare l’avversario. Successivamente, sempre in due set ma con maggiori difficoltà, prevaleva sul serbo Djere, giustiziere di Sonego, poi nei quarti faticava oltre misura per liberarsi del tignoso argentino Schwartzman, nell’ultimo break del terzo set. In semifinale uno Zverev stanco e svuotato dalla battaglia con Sinner, nei quarti, non entrava mai in partita, lasciando via libera al greco. Ormai galvanizzato e sull’onda dell’entusiasmo Tsitsipas, non aveva problemi ad aggiudicarsi, per il secondo anno consecutivo, il prestigioso torneo del principato. Passando agli italiani il migliore è stato senza dubbio Sinner, nonostante ancora qualche piccolo problema con la vescica ai piedi che lo ha costretto al forfait di Miami, ha raggiunto i quarti dove è stato sconfitto con tanto rammarico dal tedesco Zverev, soltanto al tie-break del terzo set, sprecando malamente un facilissimo diritto che lo avrebbe portato al match-point. Davvero peccato, la sensazione è che all’azzurro manchi ancora quel piccolo step per poter gareggiare alla pari con i top five. Nella gara contro il tedesco in pratica ha giocato senza la prima di servizio, ben poche quelle messe a segno, dovendo, così, faticare non poco per aggiudicarsi i propri turni di battuta. C’è ancora tanto da lavorare su questo colpo che al momento sembra il punto debole. La sensazione è, comunque, che, problemi fisici a parte e considerata la giovane età, Sinner ha ampi margini di miglioramento, ha l’attenuante di aver cambiato coach all’inizio della stagione, con metodiche di lavoro del tutto nuove. L’altoatesino ha battuto all’esordio il sempre ostico croato Coric in tre set, 6-3 2-6 6-3, si è poi sbarazzato senza problemi del finlandese Ruusuvuori in due partite, poi compiva il capolavoro negli ottavi prevalendo sul russo Rublev in un combattutissimo incontro chiusosi in tre set 57 61 63. Poi, come detto, la sconfitta nei quarti contro il n. 3 del mondo per 57 63 76. Buono il torneo di Musetti, è approdato agli ottavi di finale e dando la sensazione di essere in netto miglioramento. Nel primo turno il carrarese batteva in tre set il francese Paire, poi compiva l’impresa liquidando in due il canadase Auger-Aliassime, per poi fermarsi di fronte all’argentino Schwartzman, con il rammarico di una inopinata rimonta, dopo aver stravinto il primo set per 6-2. Soliti due turni per Fognini che già aveva dovuto faticare tantissimo nel prevalere sul francese Rinderknech soltanto al terzo set, per poi venire letteralmente travolto da Tsitsipas che gli impartiva una sonora lezione, specie nel secondo set perso per 6-0, in una gara passata come al solito a fare polemiche inutili. Ribadiamo il concetto che ormai Fognini con il suo tennis ormai spesso inefficace, non sembra poter più competere ad alti livelli, cosa che, invece, gli riesce molto bene in doppio, in coppia con Bolelli. Due turni e nuova delusione per Sonego, il torinese superava il russo Ivashka all’esordio ma era del tutto impotente contro il serbo Djere che con con un doppio 6-4 lo spediva a casa. Il ranking vede le prime dieci posizioni immutate: 1) Djokovic, 2) Medvedev, 3) Zverev, 4) Nadal, 5) Tsitsipas, 6) Berrettini, 7) Ruud, 8) Rublev, 9) Auger-Aliassime,10) Norrie. Sinner resta 12°, mentre Sonego perde due posizioni e scende al n. 28. Clamoroso crollo di Fognini che scende di ben 30 gradini e si attesta al n. 62, tampinato da Musetti, grazie agli ottavi raggiunti a Montecarlo ottiene ben 15 posti e sale al n. 68, chiudendo la top cento degli italiani da dove è uscito pure Cecchinato. 
ROBERTO ERRANTE