TennisTop News

Berrettini ancora lui. Quinto successo per il tennista azzurro

Signori chapeau! Un monumentale Berrettini si incorona re del Queen’s, diventando il primo italiano ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo sull’erba. Una manifestazione che ha visto tra i suoi vincitori gente del calibro di Connors, McEnroe, Becker, Edberg, Sampras, Lendl, Murray, tanto per citarne soltanto alcuni e che la dicono lunga sul fascino e sulla storica importanza di un torneo secondo solo a Wimbledon, per quanto riguarda l’erba, ma di sicuro dell’intero circuito. Per l’azzurro si è trattato del quinto successo in carriera, il secondo sull’erba e il secondo stagionale dopo Belgrado, il primo in un ATP500, dimostrando di essere di gran lunga il n. 1 degli italiani, non soltanto per il ranking ma, soprattutto, sul prato verde. Un tennista poliedrico che sa giocare su tutte le superfici, un servizio e un diritto devastanti, ottimo il rovescio in back, riuscisse a migliorare il rovescio bimane in top e la risposta al servizio dell’avversario, potrebbe tranquillamente entrare tra i top five della classifica. Il tempo per poter lavorare su questi colpi, comunque, c’è! Per Matteo è stata la terza finale stagionale, la settima in carriera e la seconda sull’erba, proprio su questi campi ha dimostrato di sapersi adattare alla grande, se si considera che era reduce, pochi giorni prima, dai quarti di finale del Roland Garros, superficie completamente diversa: la terra. E così archiviamo l’ennesima settimana fantastica per il tennis azzurro, in quella che sta diventando una delle stagioni che verrà ricordata negli annali di questo sport. Il cammino di Berrettini è stato tutt’altro che agevole, ha dovuto schivare una mina già al primo turno, quando il sorteggio lo ha opposto a Travaglia, il tennista marchigiano si è dimostrato un osso duro, arrendendosi soltanto dopo due combattutissimi tie-break. Nel secondo round l’azzurro si è trovato di fronte l’idolo di casa, nonché 5 volte vincitore del torneo, Murray, ma Berrettini è salito in cattedra, il servizio ha funzionato alla perfezione, fondamentale su queste superfici e alla fine ha lasciato solo le briciole al britannico, 6/3 6/3 lo score. Nei quarti l’italiano ha affrontato un altro britannico, il pericoloso Evans, confermandosi tale, infatti, nel primo set ha reso la vita durissima al nostro tennista, risolto soltanto all’ultimo colpo di un tie-break molto tirato. Nel secondo, tuttavia, Berrettini prendeva le contromisure, il servizio e i colpi cominciavano ad entrare e non c’era più storia, il set se lo aggiudicava per 6/3. In semifinale ad attenderlo c’era l’australiano De Minaur, giocatore molto forte e completo, vecchia conoscenza del tennis italiano, nel turno precedente aveva estromesso il croato Cilic. Senza storia e più facile del previsto il match che Berrettini, entrato in campo determinatissimo, ha portato a casa in due set, 6/4 6/4 lo score. Si arrivava, così, alla finale, di fronte il romano aveva l’ennesimo britannico, Cameron Norrie, che da outsider era arrivato proprio all’ultima gara, battendo in semifinale l’altro favorito del torneo, il canadese Shapovalov. Berrettini dopo un inizio incerto prendeva le contromisure e si aggiudicava il primo set per 6/4. Il secondo diventava più combattuto, l’inglese entrava decisamente in partita, ribatteva colpo su colpo, si arrivava al tie-break e un’indecisione dell’italiano sul proprio servizio regalava il set all’avversario. Il terzo set iniziava sulla falsariga del secondo, entrambi i tennisti mantenevano il proprio servizio, Berrettini ha avuto per ben due volte la possibilità di strappare il servizio all’avversario, senza esito. Fino all’ottavo gioco, quando sul 4-3 per Berrettini, Norrie si trova a servire per il 4-4 sul 40-0. Qui il romano aveva un sussulto, complice anche due errori del britannico, saliva in cattedra, il gioco arrivava ai vantaggi, l’azzurro piazzava la stoccata decisiva e sul 5-3 andava a servire per il match. Quattro servizi magistrali consegnavano la vittoria a Berrettini, il resto è storia, portiamo a casa questo prestigioso trofeo, il romano partirà tra i favoriti per Wimbledon, una cosa impensabile fino a poco tempo fa. Per quanto riguarda gli altri italiani in tabellone, la delusione è stata tanta, Fognini è stato eliminato al secondo turno, dopo aver battuto nel primo il coreano Yen-Hsun Lu, ha ceduto di schianto alle bordate, specie sul servizio, del croato Cilic che lo ha regolato in due set. Delude ancora una volta Sinner, d’accordo che si trattava di una superficie a lui poco congeniale e che era la seconda partita giocata sull’erba, ma perdere con il n. 309 del mondo, per giunta debuttante in un torneo del circuito maggiore, non lascia adito a scuse. Dopo la finale di Miami sembra che qualcosa si sia inceppato nell’alto atesino che, eccezion fatta per la semifinale di Barcellona, non è riuscito più a dare continuità al suo tennis. Delude pure Sonego, uno dei pochi italiani a potersi fregiare di un titolo sull’erba, quando nel 2019 vinse il suo primo torneo in carriera ad Antalya. Il torinese si è fatto sorprendere al primo turno dal serbo Troicki, n. 196 del ranking, perdendo in due set giocati davvero male. Nulla da ridire, invece, su Travaglia, la sua sfortuna è stata incontrare già al primo turno Berrettini, come già detto il marchigiano ha reso la vita difficile al romano, è stato il tennista che maggiormente lo ha messo in difficoltà, ci sono voluti due tie-break per fermare Travaglia. Ad Halle, in Germania, si giocava l’altro torneo della settimana, sempre sull’erba, ugualmente un ATP500. Ha vinto a sorpresa il francese Humbert regolando in finale il russo Rublev in due set, 6/3 7/6 lo score. Era presente anche lo svizzero Federer, si ricorderà che si ritirò inaspettatamente dal Roland Garros negli ottavi per preparare al meglio la stagione sull’erba. Due turni soltanto per il campione elvetico, battuto dal canadese Auger-Aliassime. Per quanto riguarda la classifica, nessuna novità tra le prime dieci posizioni, Berrettini con la vittoria al Queen’s consolida la nona posizione ma si avvicina sempre più all’ottava, i punti di distacco da Federer, ottavo appunto, sono ormai poco più di 300. Fermo a quota 23 e secondo degli italiani è Sinner, mentre perde una posizione Sonego che ora è 27°. Continua la discesa di Fognini, altri due posti persi e per lui il n. 31, sale, invece, di ben tre gradini Musetti che ora è n. 58 e quattro ne guadagna Mager che si piazza al 78° posto. Cecchinato e Travaglia salgono entrambi di due posizioni e si attestano rispettivamente al n. 84 e al n. 86 del ranking. Scende di quattro posti Seppi ma resta nei top cento con il n. 95, come pure vi resta Caruso stabile al n. 97

Roberto Errante, AtletaMagazine.it