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Tennis, Berrettini che peccato!

Questa volta la delusione e il rammarico superano quella che poteva essere la soddisfazione di un’altra settimana trionfale per il tennis italiano. A Berrettini vanno, comunque, fatti i complimenti per aver raggiunto la finale in un masters 1000 e per l’ottimo torneo disputato, che ha fatto seguito alla conquista del torneo di Belgrado due settimane prima. Una riflessione però, è d’obbligo, alcuni match, soprattutto in questo caso per come si era messa la finale, vanno vinti, se si vuole arrivare a certi livelli e non accontentarsi di stare tra i top ten, occorre fare quello step in più, quel piccolo passo in avanti per avere la definitiva consacrazione. Insomma talvolta bisogna battere l’avversario che, sulla carta, può essere più forte. Il tennista romano, purtroppo, ieri è mancato in questo, in una finale combattutissima, ben giocata per larghi tratti, è venuto meno nei momenti topici dell’incontro, sia sul finale di secondo set, sia nel terzo e decisivo. E’ stata la settimana in cui si è disputato il torneo di Madrid, uno dei nove masters 1000 del circuito, Berrettini, n. 10 del ranking, era stato inserito nel tabellone come testa di serie n. 8 e, quindi, ammesso direttamente al secondo turno. Lì il sorteggio l’aveva messo di fronte a Fognini, che nel primo turno aveva faticato non poco a battere lo spagnolo Taberner, n. 107, in tre set. Berrettini si è sbarazzato facilmente del tennista ligure, ancora alle prese con problemi più che altro caratteriali, ha fatto quello che ha potuto per contrastare il gioco potente del tennista romano ma alla fine si è dovuto inchinare, battuto in due set per 6/3 6/4. Negli ottavi di finale la strada di Berrettini veniva incrociata dall’argentino Delbonis, avversario sicuramente alla portata ma sempre insidioso sulla terra. Non senza difficoltà, specie nel primo set, risoltosi al tie-break, Berrettini alla fine la spuntava con lo score di 7/6 6/4. Nel turno successivo, i quarti, ad attendere il tennista romano c’era il cileno Garin, ottimo giocatore in netta ascesa, che nel round precedente aveva eliminato addirittura Medvedev, testa di serie n. 2 del torneo. Si è capito subito che per Berrettini sarebbe stato un match molto difficile, specie, poi, quando il cileno, giocando in maniera perfetta si aggiudicava il primo set per 7/5. Le cose non andavano meglio nel secondo, dove l’azzurro in piena difficoltà, si è trovato sotto per 3-1, avendo subito un break. Lì come per incanto è scattata una molla, è venuta fuori la sua classe, è partita la rimonta che lo ha portato a vincere il secondo set per 6/3. Nel terzo non c’è stata storia, alla fiducia di Berrettini si è contrapposto il calo mentale di Garin che ha finito per essere travolto per 6/0. In semifinale è arrivato un Berrettini con qualche incertezza e con un avversario, il norvegese Ruud, in grande spolvero, fresco delle semifinali a Montecarlo e soprattutto, per aver battuto, negli ottavi il greco Tsitsipas n. 5 del ranking. I timori per questo match vengono subito spazzati via dal romano che sfodera una prestazione magistrale, liquidando l’avversario per 6/4 6/4. In finale Berrettini trova il tedesco Zverev che, sin qui, ha lasciato solo le briciole agli avversari, non perdendo neanche un set, in un cammino devastante. Ha battuto nel secondo round il giapponese Nishikori per 6/3 6/2, negli ottavi l’inglese Evans per 6/3 7/6, poi ha compiuto il capolavoro nei quarti quando ha “matato” l’idolo di casa Nadal, sempre in due set con lo score di 6/4 6/4. Ormai lanciatissimo il tedesco non avuto problemi in semifinale nemmeno col n. 4 del mondo, l’austriaco Thiem, battendolo nettamente per 6/3 6/4. Arriviamo così alla finale, che, come detto, ha lasciato non pochi rimpianti. Berrettini partiva sicuramente sfavorito ma è entrato subito in partita, funzionava tutto, col suo gioco è stato immediatamente superiore a Zverev, game combattutissimi dove il tennista romano ha avuto pure la possibilità di breakare l’avversario, fino ad arrivare al tie-break. Lì Berrettini ha compiuto un capolavoro portandosi fino al 5-0, poi qualcosa si è inceppato favorendo la rimonta dell’avversario. Alla fine l’italiano è riuscito a spuntarla per 10-8. Vinto il primo set c’erano tutte le condizioni per vincere pure la finale, anche perchè Zverev non sembrava essere nelle sue giornate migliori. Nel secondo set si va avanti fino al quattro pari, poi Berrettini al servizio sbaglia un paio di diritti, il suo colpo migliore, facili e così il tedesco si è trovato a servire per il set e non ha fallito. Si va, dunque, al terzo con il tedesco che, scampato il pericolo, ritrova tutta la saldezza mentale, quella che a Berrettini viene a mancare dopo il terzo game. Breakato sul 4-3, il tedesco ha servito per il match sul 5-3 dove Berrettini nulla ha potuto. Tanta amarezza e tanto rammarico per una finale che alla fine si è dimostrata ampiamente alla sua portata, dove spesso ha giocato un tennis superiore all’avversario ma dove è mancata quella marcia in più. Quanto agli altri italiani in gara, delude Sinner il cui cammino si arresta al secondo turno, contro l’australiano Popyrin. L’alto atesino aveva già faticato nel primo contro l’argentino Pella, battuto si in due set ma perchè sul 4-4 del secondo è stato costretto al ritiro. Nel turno successivo Sinner ha patito una giornata negativa facendosi sorprendere dall’avversario, finendo per perdere 7/6 6/2. Detto di Fognini eliminato al secondo round da Berrettini, due turni pure per Cecchinato ma il palermitano non ha sfigurato. Ha giocato un ottimo match all’esordio superando in rimonta lo spagnolo Carballes Baena, 4/6 6/0 6/3 lo score, poi è stato eliminato nel turno successivo dall’altro e più forte spagnolo, nonché vecchia conoscenza di Sinner, Bautista Agut. L’italiano, tuttavia, ha venduto cara la pelle arrendendosi solo al terzo set, dopo aver rimontato e vinto il secondo al tie-break, perdendo, poi, per 7/5. E’ caduto, invece,al primo turno l’altro italiano entrato in tabellone Travaglia, sconfitto in tre set dallo spagnolo Andujar. Mentre Musetti e Mager si sono arrestati all’ultimo turno di qualificazione. Per quanto riguarda il ranking qualche novità, che tra l’altro ci riguarda, tra i primi dieci. Sempre in testa Djokovic, Medvedev si riprende la seconda posizione, scende nuovamente al terzo posto Nadal cui costa cara l’eliminazione ai quarti di Madrid. Sempre quarto Thiem, quinto Tsitsipas, sesto Zverev, settimo Rublev e ottavo Federer. La finale fa salire di un gradino Berrettini che ora è n. 9 a discapito di Schwartzmann, che scende al n. 10. Stabili Sinner, sempre n. 18 e secondo degli italiani e Fognini n. 28. Salgono di una posizione: Travaglia che si porta al n. 69, Caruso ora n. 81 e Musetti n. 82. Mager resta fermo al n. 90, come pure Seppi al 97, rientra tra i top cento Cecchinato che, con le quattro posizioni guadagnate è proprio n. 100. Mentre scriviamo è iniziato l’altro masters 1000, quello da noi italiani, più atteso, gli Internazionali di Roma, con ben nove italiani presenti nel tabellone principale.


Roberto Errante; AtletaMagazine.it