Archiviata la Coppa Davis, è ripreso il circuito ATP. Musetti raggiunge la finale a Chengdu
Archiviata con soddisfazione la parentesi di Coppa Davis che ha visto l’Italia trionfare, ottenendo tre successi in altrettante sfide e battendo nell’ordine: Brasile, Belgio e Olanda, staccando, così, il biglietto per le fasi finali che si disputeranno a Malaga in novembre, è ripreso il circuito ATP con i suoi tornei. Il calendario si sposta in Asia fino alla fine di ottobre dove ne sono previsti sei, tre di categoria 250, due ATP500 sino al Masters1000 di Shangai.
A farla da padrone la Cina, sia da un punto di vista numerico che economico, con ben 5 tornei e con montepremi di gran lunga più elevati rispetto alla categoria stessa della singola manifestazione. Si sono appena conclusi i primi due, entrambi ATP250 ma che, come appena detto, hanno offerto dei ricchissimi montepremi. A Chengdu, infatti, erano in palio ben 1.270.000 dollari, a Hangzhou circa 1.100.000 dollari. Folta la rappresentanza azzurra in entrambi i tornei, in pratica tutti quelli non convocati per la Coppa Davis che, però, non hanno lasciato il segno, uscendo prematuramente.
Il solo Musetti, partito come testa di serie n. 1 a Chengdou ha onorato la posizione giungendo in finale, pur faticando parecchio, salvo poi subire una clamorosa sconfitta. Il carrarino esordiva direttamente al secondo turno, beneficiando di un bye in virtù della sua classifica. Qui incontrava l’australiano O’Connell, già sconfitto in tre set da Sinner agli US Open, che gli rendeva la vita durissima. L’azzurro era costretto ad un match tutto in salita, l’avversario, infatti, vinceva il primo set al tie-break, poi riusciva ad entrare in partita riportando in parità l’incontro. Era ancora il tie-break, stavolta in favore di Musetti a decidere il passaggio del turno. Stesso discorso nei quarti, il nostro porta colori doveva sudare le proverbiali sette camicie per sbarazzarsi di un mai domo Mannarino, il quale dopo aver perso il primo set per 6-2, vinceva a sorpresa per 7-5 il secondo set.
A questo punto la maggiore freschezza di Musetti faceva la differenza, l’italiano infliggeva un secco 6-2 qualificandosi per le semifinali. Ad attenderlo una delle sorprese del torneo, il qualificato russo Kachmazov che nulla, però, poteva contro un Lorenzo in stato di grazia, che lo risvegliava bruscamente dal bel sogno sin qui fatto. Con un sonoro 6-4 6-2 Kachmazov doveva riporre ogni ambizione di vittoria e tornarsene mestamente a casa. In finale il nostro porta colori, vuoi, forse, per la stanchezza accumulata durante il torneo, vuoi per una giornata storta, fatto sta che il cinese Shang, suo avversario, non ha avuto difficoltà, se non nel primo set, più combattuto, ad aggiudicarsi il primo torneo in carriera col punteggio di 7-6 6-1.
Nulla da fare per gli altri due azzurri iscritti a questo torneo, entrambi sconfitti all’esordio in maniera più o meno netta. Preoccupa, infatti, la condizione di Sonego che ha riportato l’ennesima sconfitta stagionale al primo turno, stavolta a festeggiare è il giapponese Daniel che lo ha regolato in due set per 6-4 7-5. Dignitosa ed anche sfortunata, invece, la partecipazione di Fognini il quale ha reso la vita difficile al russo Safiullin, anzi il ligure ha anche dato la sensazione di potersi aggiudicare l’incontro. Perso il primo set per 6-2, Fognini, sicuramente molto più tecnico ed esperto dell’avversario riusciva a trovare la quadra del match, vincendo la seconda partita per 6-4. Nel terzo set l’azzurro si portava avanti di un break, ma poi doveva arrendersi alle bordate dell’avversario che recuperava fino a vincere per 6-4 e qualificarsi.
L’altro torneo, sempre in Cina, era di scena ad Hangzhou, qui erano presenti altri tre italiani, tuttavia, era il solo Bellucci, entrato nel main-draw, a distinguersi disputando due turni. Nel primo turno il lombardo, surclassava niente di meno che il carrarmato russo Karatsev, infliggendogli un clamoroso cappotto nel secondo set, 6-4 6-0 il punteggio. Nulla da fare per Darderi che continua a pagare la sua scarsa propensione a queste superfici, contro il kazako Kukushkin in pratica non è mai riuscito a trovare il bandolo della matassa, venendo eliminato in due set per 6-3 6-4.
Di gran lunga peggio ha fatto Nardi, ormai caduto in una crisi profonda, surclassato dall’ungherese Marozsan che gli ha lasciato soltanto due games, infliggendogli una umiliante sconfitta per 6-0 6-2. Una nota lieta è stato sicuramente il successo, per certi versi clamoroso, di Cilic, al rientro dopo un lungo infortunio ed aver ottenuto una wild-card. Il Croato è riuscito ad arrivare sino in finale dove ha battuto in due lottatissimi tie-break l’idolo di casa Zhang. Per Cilic, a 35 anni, si tratta del 21 titolo di una splendida carriera che lo ha visto arrivare sino al n.3 del ranking. Non si è mai fermato, invece, il circuito challenger, da segnalare soltanto la finale persa da Pellegrino, in due set, ad opera del ceco Kopriva, a Szczecin in Polonia. Per quanto riguarda la classifica settimanale chiaramente nessun movimento tra i top ten, quindi sempre primo Sinner, seguito da Zverev n. 2 e Alcaraz n. 3. Al n. 4 Djokovic, al n. 5 Medvedev e al n. 6 l’altro russo Rublev. L’americano Fritz è n. 7, il polacco Hurkacz n. 8, il norvegese Ruud n. 9. Chiude la top ten il bulgaro Dimitrov al n. 10. Per quanto riguarda gli altri azzurri, Musetti con la finale di Chengdou, ottiene una posizione e sale al n. 18. Stabili Cobolli e Arnaldi, rispettivamente n. 32 e n. 33. Scende di un gradino Darderi, ora n. 42, mentre ne scende due Berrettini ora n. 45. Fermo Sonego al n. 50, Fognini perde una posizione ed ora è n. 80 e ne perde una pure Nardi ora n. 88, ultimo degli italiani in top cento.
ROBERTO ERRANTE
