E’ Medvedev il vincitore di Roma, fuori quasi subito Alcaraz e Djokovic. Delude ancora Sinner
C’era un’attesa quasi spasmodica per gli Internazionali d’Italia, masters1000 di Roma, vuoi perché l’edizione di quest’anno si presentava con un tabellone allargato a 128 partecipanti, spalmato su due settimane, vuoi perché al via si presentavano ben 11 azzurri. A Sinner, Musetti e Cecchinato, ammessi direttamente nel main drive, infatti, si aggiungevano Passaro, Nardi, Fognini, Arnaldi e Zeppieri che avevano ottenuto una wild card e Cobolli e Napolitano che avevano superato le qualificazioni. Assente il lungodegente Berrettini, tutte le speranze erano riposte soprattutto in Sinner che si presentava fresco e riposato e con la giusta determinazione per centrare, finalmente, un traguardo importante.
L’altoatesino, infatti, si era ritirato al terzo turno di Barcellona senza neanche scendere in campo ed aveva saltato il masters1000 di Madrid, quasi 15 giorni per ritemprarsi e per recuperare mentalmente e fisicamente in vista proprio degli Internazionali. Oltretutto si presentava un’occasione allettante, Jannik, infatti, veniva sorteggiato in una parte di tabellone ampiamente alla portata, con possibili ostacoli che potevano presentarsi soltanto dopo i quarti con il norvegese Ruud ed eventualmente Djokovic in semifinale. Ammesso, tra l’altro, direttamente al secondo turno in quanto testa di serie n. 8, Sinner liquidava la pratica dell’esordio abbastanza agevolmente, battendo l’australiano Kokkinakis in due set per 6-1 6-4. Già nel turno successivo, però, iniziavano i problemi, contro il n. 93 del ranking, il russo Shevchenko, l’azzurro dopo aver vinto la prima partita per 6-3, subiva il prepotente ritorno dell’avversario che si aggiudicava il secondo set al tie-break, giocato malissimo da Sinner e subendo spesso il gioco del russo, salvo poi riuscire a vincere il terzo più per esperienza che per mera superiorità di gioco.
Questa partita aveva lasciato non poche perplessità e dubbi sulla condizione dell’italiano, anche in considerazione dell’avversario del terzo turno, l’argentino Francisco Cerundolo, apparso nelle ultime settimane in eccellente forma e dal gioco molto potente e vario. Ci si aspettava, quindi, un Sinner ritrovato e determinato, almeno all’apparenza sembrava dovesse essere così, al termine di un primo set equilibrato, Jannik se lo aggiudicava stavolta dopo un ottimo tie-break. I dolori iniziavano, però, già nel secondo set, dove Cerundolo entrava in campo più determinato che mai, prendeva a martellare dal fondo, con Sinner sempre più incapace di rispondere e soprattutto di reagire. Costretto sovente sulla difensiva l’altoatesino era messo alle corde dall’avversario, che ormai convinto dei propri mezzi, superava in scioltezza il turno vincendo il secondo e il terzo set con un periodico 6-2. Sinner è uscito a testa bassa, mortificato da un punteggio severo, non essendo riuscito neppure ad eguagliare i quarti raggiunti lo scorso anno.
Non si capisce quale sia la problematica che attanaglia Jannik, cui ancora non riesce quel salto di qualità che lo consacrerebbe definitivamente tra i grandi del tennis mondiale. E dire che era arrivato a Roma, come detto, dopo 15 giorni di riposo e pieno recupero psico.-fisico, che lasciavano ben sperare in qualcosa di grande, essere il primo italiano ad aggiudicarsi gli Internazionali nell’era open, prima c’era riuscito solo Adriano Panatta. Salto di qualità, dunque, nuovamente rimandato, alle porte c’è ora il Roland Garros, seconda prova dello slam stagionale, si prospetta un torneo massacrante, sia per il numero dei turni, sia perché le partite vengono giocate in 3 set su 5. Speranze in secondo luogo che erano riposte anche su Musetti, ammesso anch’egli direttamente al secondo turno esordiva battendo, non senza difficoltà, nel derby azzurro, Matteo Arnaldi che nel round precedente aveva onorato la wild-card battendo con brillantezza l’argentino Schwartzman in tre set, dopo un primo dominato e vinto per 6-1, l’avversario si scuoteva e portava il match al terzo set, vincendo il secondo per 6-4. Lì veniva fuori il buon momento di Arnaldi che ripartiva a testa bassa e vinceva il set e l’incontro per 6-3.
Dicevamo del derby del secondo turno, aggiudicatoselo Musetti con un duplice 6-4 frutto più della maggiore esperienza rispetto ad Arnaldi che da qualche settimana sta muovendo, ben comportandosi, i primo passi nel circuito maggiore. Lorenzo, poi, se la doveva vedere con l’ostico americano Tiafoe, n. 12 del ranking, in una gara sospesa più volte per pioggia, il carrarino riusciva ad avere la meglio dopo una vera e propria maratona chiusasi soltanto al terzo set.
Dopo aver ceduto il primo per 5-7, vinceva gli altri due per 6-4 6-3. Negli ottavi, di fronte al greco Tsitsipas, il toscano pur sfoderando una prestazione gagliarda, doveva arrendersi a margine di due equilibratissimi set entrambi persi per 7-5. Anche a Roma è continuato il buon momento di Cecchinato che ha raggiunto il terzo turno, dopo aver battuto agevolmente l’americano McDonald per 6-3 7-5 all’esordio, travolgeva successivamente lo spagnolo Bautista Agut, infliggendogli un sonoro 6-2 6-2. Nel terzo turno, tuttavia, doveva arrendersi al gioco potente e preciso del tedesco Hanfmann, pur nonostante il palermitano riusciva a portare al terzo set. Dopo aver perso il primo per 4-6, vinceva il secondo con identico punteggio, salvo capitolare, poi, nel terzo per 6-3. Tre turni anche per Sonego che a Roma riesce sempre a dare il meglio di se stesso, si ricorderà la semifinale raggiunta nel 2021, persa soltanto al terzo set ad opera di Djokovic. Il Torinese annichiliva il francese Chardy all’esordio, lasciandogli solo 3 games, 6-2 6-1 lo score.
Nel secondo round già doveva faticare un po’ di più contro il solido giapponese Nishioka, seppure riusciva a vincere col punteggio di 7-5 6-3. Nel terzo turno, opposto al greco Tsitsipas, pur opponendo una grande resistenza, nulla ha potuto contro la maggiore tecnica dell’avversario, nonostante sia riuscito a costringerlo al tie-break nel secondo, 6-3 7-6 il punteggio. Si è ritrovato anche Fognini, considerato il momento di precaria condizione fisica, che ha sfruttato adeguatamente la wild-card opportunamente ricevuta dagli organizzatori. Il sanremese esordiva contro l’ex grande Murray, entrambi autori nel passato di grandi incontri, tutti senza esclusione di colpi. Nonostante i due fossero alle prese con acciacchi vari, non si sono risparmiati dando vita ad un match spettacolare chiusosi in favore del nostro porta colori al terzo set per 6-4 4-6 6-4. Ottima la gara anche nel secondo turno, opposto al serbo Kecmanovic, Fognini ha offerto la migliore prestazione stagionale e, forse, di qualche anno. Con il punteggio di 6-3 7-6 chiudeva anche la pratica del secondo turno e continuava il suo cammino a Roma.
Nonostante l’avversario del terzo turno fosse tale Holger Rune, le speranze che Fabio compisse l’impresa erano molto concrete, è vero c’era la differenza di età e, soprattutto, il ranking ma il Fognini visto nei due turni precedenti lasciava ben sperare. Toccava a lui, sicuramente più esperto, cercare di far innervosire l’avversario ed approfittare di eventuali passi falsi, l’illusione è durata solo un game, poi è ritornato il solito Fognini, nervoso, litigioso con l’arbitro e falloso, consegnandosi, così all’avversario che senza colpo ferire lo eliminava con un sonoro 6-4 6-2.
Detto di Arnaldi, l’unico dei giovani, a superare il primo turno, tutti gli altri, pur disputando grandi prestazioni e pur andando, alcuni, vicino alla vittoria, hanno dovuto salutare gli Internazionali all’esordio. Flavio Cobolli poteva opporre ben poca resistenza al più potente ed esperto francese Rinderknech che lo batteva in due set per 6-4 6-3. Grande prestazione, invece, di Francesco Passaro sorteggiato contro lo spagnolo Ramos-Vinolas si aggiudicava il primo set per 6-4, ma poi cedeva il secondo per 6-1. Nel terzo, tuttavia, sciupava la chances del break di vantaggio e si faceva rimontare dall’avversario che alla fine vinceva il set per 6-4. Grandissimo incontro anche di Stefano Napolitano, uscito al primo turno solo per sfortuna, contro lo slovacco Molcan n. 55 del ranking, il biellese perdeva d’un soffio la prima partita per 6-4, ma poi la riprendeva prepotentemente aggiudicandosi la seconda per 6-3 e lottando nel terzo fino al tie-break, dove crollava lasciando via libera all’avversario. Che dire di Luca Nardi, a lui è toccato un avversario da brividi, il belga Goffin, già n. 7 del mondo, anche se ora sceso di classifica.
Per una gara e mezza il nostro porta colori è sembrato lui Goffin, ha messo sotto l’avversario nel primo set, vinto per 6-3, è andato avanti nel secondo per 3-1, poi l’inesperienza e la giovane età hanno permesso a Goffin di riacciuffare il set e vincerlo per 6-4. A quel punto l’azzurrino scarico e con il morale sotto i tacchi si consegnava all’avversario che vinceva facilmente per 6-2 il terzo. Infine Giulio Zeppieri, contro il potente tedesco Altmaier giocava due set incredibili perdendo il primo solo al tie.break, ma vincendo il secondo con una grossa rimonta per 6-4. Nel terzo, però, evidentemente esausto e poco abituato a gare di questo livello è crollato senza racimolare nemmeno un game. L’edizione 2023 degli Internazionali, dunque, si archivia con tanto rammarico, soprattutto per quanto riguarda Sinner che anche a Roma, così come a Montecarlo, ha sprecato una ghiotta occasione, se si considera la clamorosa eliminazione di Alcaraz nel secondo turno ad opera dello sconosciuto ungherese Maroszan e quella nei quarti di Djokovic, sconfitto in tre set dal danese Rune.
Tenuto conto, altresì, che il torneo è stato vinto da Medvedev a cui la terra è risultata sempre indigesta. Il russo ha fatto un cammino esemplare, sbarazzandosi via, via, di Zverev, Tsitsipas ed in finale di Rune in due set per 7-5 7-5. Da segnalare per quanto riguarda il circuito challenger la finale persa in tre set da Federico Gaio contro il tedesco Koepfer nella prima edizione del Piemonte Open, torneo su terra disputato a Torino. Il masters1000 di Roma ha portato non pochi scossoni in classifica, specie tra i top ten. Nonostante la precoce eliminazione Alcaraz torna n. 1, mentre i punti guadagnati grazie al successo del torneo portano Medvedev al n. 2. L’eliminazione ai quarti costa cara a Djokovic che si ritrova ora n. 3, mentre si confermano al 4° e al 5° posto Ruud e Tsitsipas. La finale di Roma fa guadagnare una posizione a Rune che ora è n. 6, il danese spodesta il russo Rublev che ora è n. 7. Nonostante tutto Sinner mantiene il n. 8, chiudono la top ten Fritz ed Auger-Aliassime, rispettivamente n. 9 e n. 10. Per quanto riguarda gli altri italiani, Musetti sale di un gradino ed ora è n. 18, mentre Sonego sale di 3 posizioni portandosi al n. 45. Bel balzo in avanti di Cecchinato, guadagna ben 10 posizioni ed si porta al n. 73. Esce dai cento, dopo una settimana, Arnaldi, perde 6 posti e scende al n. 106.
ROBERTO ERRANTE
