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Il tennis ha un nuovo re, è Carlos Alcaraz. Deludono gli azzurri, Berrettini e Sinner si fermano ai quarti

Il 19enne spagnolo Carlos Alcaraz ha vinto il suo primo titolo del Grande Slam agli US Open battendo in finale il norvegese Casper Ruud per 6-4, 2-6, 7-6 (7/1), 6-3 e diventando il più giovane numero uno al mondo. Ha giocato la finale in maniera strepitosa, da consumato campione, con colpi chirurgici sulle righe, vincenti, recuperi al limite dell’impossibile, drop shot (qualche volta scriteriati) e improvvise discese a rete nei momenti più complicati del match, come quando ha dovuto annullare due set point nel terzo prima di vincerlo al tie break. Alcaraz è il più giovane campione del Grande Slam maschile dai tempi di Rafael Nadal agli Open di Francia del 2005 e anche il più giovane campione di New York dai tempi di Pete Sampras nel 1990. Anche lo sconfitto Ruud era in lizza per diventare il numero uno della classifica mondiale, sarà n. 2 da questa settimana. E’ per lui la seconda finale persa in uno Slam quest’anno dopo essere stato sconfitto da Nadal agli Open di Francia . Alcaraz, dal canto suo, da fenomeno assoluto, è arrivato in finale a New York con nelle gambe oltre venti ore di battaglie (successi in cinque set con Cilic, Sinner e Tiafoe) ma capace di gestire stanchezza e cambi di ritmo con la maestria di un veterano. Nonostante la sua giovane età si parla di lui ormai già da qualche anno e tra il 2021 e il 2022 è arrivata la sua esplosione con le vittorie dei primi tornei tra cui i Masters 1000 di Miami e di Madrid. Un predestinato, un campione che è nato già immerso nel tennis e che ha saputo circondarsi di persone competenti che lo hanno fatto crescere tecnicamente e fisicamente. Il giovane di Murcia, dunque, dopo questo successo ha impreziosito ulteriormente il suo già ricco palmares, potendosi fregiare del titolo di miglior spagnolo del momento, sedendosi sul quel trono che per decenni è stato di Nadal. E gli Italiani? La delusione è arrivata chiaramente dalle nostre due punte di diamante, che, seppure hanno stabilito un piccolo record, per la prima volta due azzurri nei quarti agli Open americani, non sono riusciti a tramutare sul campo quelle che erano le loro (e quelle di tutti gli italiani) legittime ambizioni. Entrambi battuti da quelli che poi saranno i finalisti del torneo, Berrettini ha ceduto di schianto in tre set contro Ruud, senza mai dare l’impressione di giocarsela alla pari, se non nell’ultimo set perso al tie-break. In precedenza il romano aveva battuto all’esordio il cileno Jarry abbastanza nettamente in tre set, qualche fatica di troppo nel turno successivo quando ci sono voluti 4 set e due tie-break per superare il francese Grenier. Più netta di quanto possa dire il punteggio la vittoria su Murray nel terzo turno ed infine, negli ottavi Berrettini dopo una maratona e dopo aver annullato un match point, si è sbarazzato dello spagnolo Davidovich-Fokina in 5 set. Ma la delusione maggiore è senza dubbio arrivata, purtroppo ancora una volta da Sinner, partito con grosse aspirazioni l’altoatesino si è dovuto fermare, come già detto ai quarti, buttando alle ortiche un match che in pratica aveva in tasca. Il tabellone prevedeva l’eterna sfida proprio con Alcaraz, l’azzurro dalla sua aveva la tradizione favorevole di aver vinto 3 scontri su 4 e soprattutto gli ultimi 2. Anche stavolta Sinner ha dato l’impressione di poter avere ragione dell’avversario, non fosse altro che, dopo aver perso il primo set era rientrato alla grande nel match, vincendo i successivi due al tie-break, specie il secondo schiantando letteralmente Alcaraz per 7-0. Ma ecco che nel quarto e decisivo, per Sinner, round si ripete la solita storia, sul 5-4 va a servire per l’incontro, due palle per il match che, se tramutate, lo avrebbero catapultato in semifinale e, forse, oggi staremo qui a parlare di ben altra storia relativa a questa edizione degli US Open e forse celebrare, finalmente, il campione che tanto staimo aspettando e che tarda ad arrivare. Ed invece l’italiano dopo aver sprecato malamente le palle del match, si è fatto rimontare, superare ed infine sconfiggere da un avversario che ormai sembrava al tappeto. Non è la prima volta che il nostro portacolori crolla inopinatamente nei momenti topici di una gara e nelle fasi finali di un torneo. L’ultimo, di una lunga serie, in ordine di tempo, ai quarti di Wimbledon quando avanti di 2 set e possibilità di breakare Djokovic, suo avversario, si è fatto raggiungere e superare. Al momento Sinner resta ancora incompiuto, alle problematiche fisiche, che ci auguriamo abbia superato, si stanno evidenziando fragilità caratteriali che lo portano a disunirsi nel momento di tagliare il traguardo. Tra l’altro il suo cammino già era stato tutt’altro che agevole, al primo turno ci sono voluti 5 set per battere il tedesco Altmaier, più facile la vittoria contro l’esordiente americano  Eubanks nel secondo turno e altri 4 set contro l’altro americano Nakashima. Negli ottavi poi altra battaglia contro il russo Ivashka, 5 set e tanto di annullamento di palle break. Tre turni per Musetti che ha avuto il merito di battere all’esordio il belga Goffin, poi superare in 4 set l’olandese Brouwer e dopo arrestarsi di fronte al russo Ivashka ugualmente in 4 set. Ha continuato a deludere Sonego, subito fuori ad opera dell’australiano Thompson, mentre Fognini si è reso artefice di una grande rimonta, sotto di due set a zero, contro il russo Karatsev, vincendo al quinto round, nulla ha potuto contro Nadal nel turno successivo, seppure era riuscito a strappare il primo set. Notizie di successi giungono dal circuito dei challenger, dove il next-gen e promessa del tennis tricolore Luca Nardi si è aggiudicato il torneo di Maiorca in Spagna, battendo in finale il belga Bergs col punteggio di 7-6 3-6 7-5, a margine di una competizione ottimamente interpretata. Le numerose assenze agli US Open, specie tra i big, tra infortuni e mancate partecipazioni, nonché le precoci eliminazioni hanno determinato dei forti scossoni alla classifica, che risulta per certi versi stravolta. Così, come già ampiamente disquisito, con i 2000 punti ottenuti è ora Alcaraz il nuovo n. 1, fa un balzo di ben 3 posizioni, così come il finalista Ruud, salendo addirittura di 5 gradini è ora il n. 2. Stabile Nadal  al n. 3, perdono tre posti Medvedev e Zverev, ora rispettivamente 4° e 5°. Una posizione la perdono Tsitsipas e Djokovic che si attestano al n.6 e al n. 7, incalzati da Norrie che sale al n. 8. Di due sale Rublev che ora è n. 9, si conferma al n. 10 Hurkacz che chiude la top ten. Nonostante tutto Sinner guadagna due posizioni e si porta ai margini dei primi 10, al momento è al n. 11 confermandosi primo degli italiani. Berrettini scivola al 15° posto, stabile Musetti sempre 30°, settimana positiva per Fognini che guadagna 5 posizioni e sale al n. 55. Continua a scendere Sonego, ora è n. 64, il torinese è anche l’ultimo degli italiani presenti tra i primi cento

ROBERTO ERRANTE