Internazionali decimati da defezioni azzurre, forfait di Sinner e Berrettini, vince Zverev
Tanto rumore per nulla. Mai come quest’anno gli Internazionali d’Italia erano attesi con frenetica gioia ed impazienza da mesi, c’era la concreta possibilità che dopo l’ultima e, sinora, unica vittoria nell’era open di un Italiano, Adriano Panatta, il trofeo potesse rimanere in Italia. Sinner, infatti, che aveva fissato questo torneo tra gli obiettivi stagionali, era il maggiore accreditato alla vittoria finale. Del resto lui stesso non aveva fatto mistero, sin dall’inizio della stagione, di ambire fortemente al masters1000 di Roma, per regalare ai tifosi italiani e regalarsi un successo che avrebbe ulteriormente rimpinguato il suo già ricco palmares.
C’era attesa per Berrettini che, dopo l’ottimo rientro ad inizio stagione e il successo di Marrakech, si era ritirato a Montecarlo ed aveva rinunciato a Madrid, proprio per presentarsi al meglio a Roma. C’era una folta presenza di azzurri tra cui Arnaldi, Cobolli e Darderi che promettevano di fare ottime cose, il redivivo Fognini e il solito Sonego ancora in attesa di un’impennata d’orgoglio. C’era la partecipazione di Djokovic che aveva saltato appositamente Madrid e di Nadal che sta cercando di chiudere alla grande una gloriosa e ultra vincente carriera. Insomma c’erano tutti gli ingredienti per poter assistere a due settimane di grande tennis, impreziosito, magari, da risultati di qualche nostro portacolori. Ed, invece, tra infortuni, ritiri, mancate partecipazioni e clamorose eliminazioni, alla fine il masters1000 di Roma si è rivelato per l’Italia una mezza delusione, nonostante l’ottima organizzazione e il fascino di un torneo storico. Sinner alle prese con il problema all’anca ha rinunciato a partecipare, addirittura facendo capire velatamente che può essere a rischio anche la presenza a Parigi, non dovendo essere ancora al 100%, proprio per non pregiudicare il prosieguo di stagione.
Berrettini regolarmente iscritto ha dato forfait all’ultimo minuto perché non si sentiva ancora pronto a scendere in campo ed affrontare un torneo di questa levatura. Vi era, poi, Musetti, l’unica testa di serie italiana presente in tabellone, che tra l’altro non sta vivendo un momento proprio felice. Il carrarino partito direttamente dal secondo turno proprio in virtù della sua classifica, veniva colpito da un virus gastrointestinale, il giorno prima del match d’esordio, che lo debilitava a tal punto da causargli quasi un collasso durante la gara con il francese Atmane e costringendolo a ritirarsi nel secondo set, dopo che aveva già perso il primo per 7-5. La sensazione avuta nei giorni scorsi e cioè che dietro Sinner si fatica molto, è venuta nuovamente a galla, allorquando ci si è dovuti affidare alle cosiddette “seconde linee” (usando un termine improprio) per cercare di tenere alti i colori azzurri.
A tutto ciò aggiungiamoci l’inopinata eliminazione al terzo turno di Djokovic ad opera del cileno Tabilo in due set, 6-2 6-3 e il crollo di Nadal al secondo turno, travolto dal polacco Hurkacz, 6-1 6-3 e il quadro è completo. E’ toccato, quindi, ai “rincalzi” cercare di dare lustro al tennis azzurro e ravvivare un torneo che mano mano ha perso i suoi pezzi più pregiati. In primis il solito Darderi, ultimamente sta accadendo spesso, che è riuscito ad arrivare sino al terzo turno, eliminando all’esordio e in rimonta il canadese Shapovalov, dopo aver ceduto il primo set al tie-break, si aggiudicava i due successivi per 6-3 7-6. Nel secondo turno non dava a scampo all’argentino Navone, liquidato in due set per 6-3 6-2, salvo, poi, doversi arrendere contro il più quotato Zverev, poi vincitore del torneo, che lo eliminava in due set, 7-6 6-2 lo score. A sorpresa al terzo turno ci arrivava pure Napolitano, che sfruttava al meglio la wild card ottenuta. Il biellese si sbarazzava in due set dell’americano Wolf al primo turno, in quello successivo soffriva nel primo set col cinese Shang, per poi travolgerlo per 6-1 6-0. Nei sedicesimi, dopo una lotta furibonda, però, doveva arrendersi al cileno Jarry, ma ci volevano tre set prima che l’azzurro ammainasse la bandiera. Tanti complimenti pure a Passaro, che ha avuto il merito di superare le qualificazioni e spingersi sino al terzo turno. Il perugino a sorpresa, in rimonta, eliminava all’esordio il più quotato francese Rinderknech, 6-7 7-5 7-6. Addirittura nel secondo turno superava l’olandese Griekspoor, sempre in tre set, per poi cedere nel turno successivo al portoghese Borges, dopo aver vinto il primo set per 6-4 ed illuso i tifosi italiani, cedeva il secondo e il terzo in due tie-break. Deludevano le aspettative Arnaldi e Cobolli, soltanto due turni per le giovani promesse azzurre. Arnaldi superava a fatica già il primo turno contro il francese Mayot che lo costringeva agli straordinari, dovendo annullare ben 3 match points ed ad una faticosa rimonta. Il transalpino vinceva il primo set per 6-3, poi il nostro portacolori riusciva a portare a casa gli altri due set per 7-5 6-4. Nel secondo turno era il cileno Jarry a non lasciare scampo al sanremese, avendo la meglio in due set. Buono l’esordio per Cobolli che si sbarazzava facilmente in due partite di Merterer ma poi doveva fare i conti con la maggiore esperienza dell’americano Korda che batteva l’azzurro in tre set, nonostante fosse riuscito a portare il match in parità. Nulla da dire a Matteo Gigante, dopo aver superato le qualificazioni, sconfiggeva, nel derby azzurro, Zeppieri in due set, poi, però, nel turno successivo nulla poteva contro l’argentino Francisco Cerundolo che gli infliggeva una sonora sconfitta per 6-1 6-3. Attenuanti anche per Nardi, ottimo esordio contro Altmaier, battuto in due set, nulla poteva nel secondo turno contro il danese Rune che con un duplice 6-4 lo estrometteva dal torneo. Fuori al secondo turno anche Fognini, costretto agli straordinari già all’esordio contro l’inglese Evans, superato in tre set, crollava poi contro l’americano Fritz che faceva valere la maggiore freschezza e caratura vincendo per 6-3 6-4. Nulla da fare per Vavassori contro il tedesco Koepfer, subito fuori al primo turno, delude ancora una volta Sonego che continua a collezionare sconfitte, stavolta è toccato al serbo Lajovic mandare a casa prematuramente il torinese che tranne nel secondo set, vinto al tie-break, non è stato mai in partita. Il torneo, oltretutto, ha perso via via, una dopo l’altra, quasi tutte le teste di serie, sicché in semifinale arrivavano, a parte Zverev unico superstite della carneficina, i cileni Tabilo e Jarry e l’americano Paul.
Proprio il tedesco, ormai diventato il favorito n. 1 teneva fede al pronostico aggiudicandosi il torneo, battendo in una finale quasi senza storia, Jarry, per la prima volta finalista in un 1000, in due set 6-4 7-5. Un po’ di azzurro comunque agli Internazionali c’è stato, più precisamente nel torneo di doppio, dove in quello maschile la coppia Bolelli-Vavassori ha raggiunto le semifinali, ma di gran lunga meglio hanno fatto le donne, con il duo ormai ben collaudato Errani-Paolini, che hanno vinto il torneo battendo in finale in tre set la coppia australoamericana Routliffe-Gauff. Parla Italiano anche il circuito challenger, a Torino era in programma un torneo cosiddetto “superchallenger” ossia categoria 175, che ha visto la partecipazione in massa di tutti i nostri portacolori eliminati a Roma. Semifinali tutti di marca azzurra con Musetti che ha eliminato, dopo la solita battaglia, Darderi in due set e Passaro a sorpresa che batteva il sempre più incerto Sonego, ugualmente in due set. Il torneo è stato vinto, ancora a sorpresa, da Passaro, come degna conclusione di due settimane da sogno. Il perugino, infatti, tra Roma e Torino ha guadagnato la bellezza di ben 107 posizioni, passando dal n. 240 al n. 133, in finale si è sbarazzato agevolmente del solito, altalenante Musetti, che dopo il torneo di Cagliari ha collezionato la sua seconda sconfitta in una finale di challenger in terra italiana.
La classifica settimanale vede tra i top ten, il balzo in avanti di Zverev grazie al successo di Roma. Sempre al n. 1 Djokovic, seguito da Sinner al n. 2 che mantiene a distanza Alcaraz n. 3. Come detto è Zverev ora il n. 4, con Medvedev che scende al n. 5. Si confermano al n. 6 e al n. 7 rispettivamente Rublev e Ruud, mentre agguanta il n. 8 Hurkacz che scalza Tsitsipas ora n. 9, chiude la top ten Dimitrov al n. 10. Per quanto riguarda gli altri azzurri, sempre secondo degli italiani Musetti che, però, perde 2 posizione e scende al n. 31. Ne guadagna una Arnaldi che ora è n. 36, mentre continua a volare Darderi, sale di altri 7 gradini e si attesta al n. 47. Scende ancora Sonego, perde tre posizioni e si ferma al n. 50. Sale anche Cobolli, ottiene un posto ed ora è n. 56. Il mattatore della settimana, tra i top cento azzurri, è, però Nardi con ben 11 posizioni guadagnate ora è n. 70. Fognini sale di un gradino al n. 91, ne scende uno Berrettini ora n. 96.
ROBERTO ERRANTE
