Montecarlo con tanti rimpianti per Sinner. Musetti batte Djokovic, nuovo infortunio e ritiro per Berrettini
Ancora una volta siamo qui a parlare di quello che poteva essere e che, invece, non è stato, con Sinner che anche a Montecarlo esce in semifinale ma con tantissimi rimpianti. La sensazione che, finalmente, stavolta avrebbe potuto portare a casa un successo di prestigio, era molto concreta. Senza Alcaraz, Nadal e con Djokovic non al top, sicuramente partiva tra i favoriti. L’avvio col botto della semifinale aveva ulteriormente rinsaldato questa convinzione. Jannik, infatti, aveva illuso con una partenza fulminante, che aveva preso di infilata l’avversario, frastornandolo con una mezz’ora di tennis che ha rasentato la perfezione. Il perentorio 6-1 con cui l’azzurro si è aggiudicato il primo set non ha disunito Rune, il quale anzi ha stravolto l’incontro con un repertorio di colpi. Un po’ alla volta Sinner è crollato sotto il peso di un servizio micidiale e della varietà di gioco di Holger Rune che è venuto fuori alla distanza, anche con qualche… colpo di testa. Nel momento decisivo della partita, infatti, si è inimicato il pubblico e ha scatenato il caos, tra fischi e boati, dando indubbiamente spettacolo. Sinner, di contro, ha patito nuovamente questa situazione (era già capitato a Vienna nel 2021 contro Tiafoe), in questo scenario inusuale si è trovato subito a rincorrere nel punteggio nella seconda partita, cedendo per 5-7. Stesso copione che si è ripetuto nell’ultimo atto, con Jannik che ha faticato tanto in ogni turno di servizio a differenza di Rune, che invece ha tirato fuori il meglio e chiuso la partita in 2 ore e 47 minuti con il punteggio di 6-1, 5-7, 5-7.Una solidità impressionante quella del ragazzo del 2003, che ha già vinto un titolo Masters 1000, conquistato a Bercy 2022 battendo Djokovic in finale. Il cammino dell’altoatesino era stato abbastanza liscio, partito direttamente dal secondo turno, in quanto testa di serie n. 7, surclassava all’esordio un acciaccato Schwartzman che dopo il cappotto per 6-0 del primo set, si ritirava sul 3-1 per l’avversario nel secondo per infortunio. Sinner, poi, soffriva parecchio contro il polacco Hurkacz che lo metteva sotto nel primo set vincendo per 6-3. Il secondo era un’autentica battaglia con l’italiano sempre a rincorrere fino a riuscire ad avere la meglio per il rotto della cuffia nel tie-break. Rientrato in gara Jannik veniva fuori prepotentemente, complice anche un vistoso calo dell’avversario, si aggiudicava l’incontro con un perentorio 6-1 nel terzo set. Nei quarti di finale un tabellone beffardo metteva di fronte a Sinner Musetti, che nel frattempo, in una partita storica, aveva battuto Djokovic, nel turno precedente. Vuoi la stanchezza accumulata dovuta al match col Serbo, vuoi la maggiore forma di Sinner, il derby azzurro non aveva storia, il n.1 d’Italia lo chiudeva con un veloce, quanto secco, doppio 6-2. Poi la semifinale che abbiamo raccontato e che rimanda nuovamente quel salto di qualità che tutti stiamo ancora aspettando. Detto di Musetti, non fosse stato per la semifinale di Sinner, il proscenio a Montecarlo sarebbe toccato a lui, avendo disputato in grande torneo. Battere Djokovic, anche se non al 100%, non è un’impresa facile per chiunque. Ci è riuscito il carrarese con un match caparbio, sofferto, per certi versi in affanno, ma che alla fine lo ha premiato per non aver mai mollato, nemmeno quando si è trovato sotto di un set (4-6) e di un break nel secondo. Musetti ha cominciato a variare il suo gioco, ha dato parecchia roteazione ai colpi, molti slice e palle corte che hanno imbrigliato e messo in difficoltà l’avversario. Dopo aver recuperato e tenuto il servizio, all’ultimo gioco riusciva a brekkare Djokovic e portare a casa il set per 7-5. Stesso canovaccio nel terzo che vedeva premiare la caparbietà e l’applicazione del toscano che alla fine la spuntava per 6-4. L’azzurro era arrivato ai quarti con una certa facilità, aveva battuto Kecmanovic, finalista all’Estoril, in due set, combattuto solo il primo vinto per 7-6, ma dominando il secondo ottenendo un rotondo 6-0. Altro cappotto inflitto all’avversario nel turno successivo, dove Musetti aveva di fronte il giovane azzurro Nardi, riuscito nell’impresa di superare le qualificazione e addirittura il primo turno, salvo poi cedere nettamente nel secondo per 6-0 6-0. Poi i quarti dove Lorenzo, come sopra detto, esausto dal match vinto con Djokovic, nulla ha potuto contro un arrembante Sinner. Capitolo a parte merita Berrettini che a Montecarlo riponeva le speranze di superare il momento negativo di questa parte di stagione. Superati non senza difficoltà i primi due turni, il primo battendo l’americano Cressy per 6-4 6-2, sconfiggeva, poi, l’argentino Francisco Cerundolo in quello successivo. Dopo aver perso il primo set per 7-5 e sofferto per tutto il secondo, vinto con un ottimo tie-break, nel terzo riusciva a scrollarsi di dosso la tensione portando a casa l’incontro con un combattuto 6-4. Negli ottavi il romano avrebbe dovuto affrontare il danese Rune, ma un problema muscolare, l’ennesimo stagionale, lo ha costretto ad un nuovo ritiro, senza neanche scendere in campo. Questi ripetuti infortuni stanno condizionando non poco la carriera di Berrettini, che si trova a dover fare i conti, oltre che a lunghi stop e ad una forma precaria, ad una classifica che si sta facendo sempre più negativa. A Montecarlo c’era poi Sonego, subentrato in tabellone grazie al forfait di Fognini. Il torinese superava miracolosamente il primo turno contro il francese Humbert che si aggiudicava il primo set per 6-3. L’italiano andava sotto pure nel secondo, annullava ben 5 match point ma alla fine, con testardaggine vinceva la partita per 7-5 Stesso canovaccio nel terzo e stesso punteggio, 7-5, che premiava Sonego. Nel secondo turno contro Medvedev riusciva a portare a casa soltanto cinque games, uscendo sconfitto per 6-3 6-2. C’è poi la bella favola di Luca Nardi, dopo aver superato brillantemente le qualificazioni, aveva un sorteggio alquanto fortunato nel primo turno contro il padrone di casa Vacherot, n. 354 del ranking. Sia pure con qualche sofferenza di troppo l’azzurrino la sfangava in due set, col punteggio di 7-5 7-5. Poi, come detto, nulla ha potuto contro Musetti che lo ha eliminato in malo modo con un risultato pesantissimo. Il masters1000 2023 di Montecarlo è stato vinto dal russo Rublev (ulteriori rimpianti per Sinner che in precedenza lo aveva sempre battuto). Stavolta a Rune non è bastato il siparietto col pubblico ed un grande avvio che lo ha visto vincere il primo set per 7-5. Un po’ alla volta il russo è venuto fuori alla distanza, si è aggiudicato il secondo set per 6-2 ed ha retto bene nel terzo al prepotente ritorno dell’avversario. Pur sotto di un break è riuscito a recuperare fino alla vittoria finale per 7-5. Per Rublev si tratta del primo Masters1000 in carriera. Il ranking vede immutate le prime due posizioni, sempre primo Djokovic, seguito da Alcaraz al n. 2. Guadagnano una posizione sia Ruud che Medvedev, ora sono in classifica rispettivamente 3° e 4°. Scende, invece, di 2 gradini Tsitsipas, l’anno scorso aveva addirittura vinto il torneo, la prematura eliminazione lo colloca ora al 5° posto. Stabile Rublev al n.6, la finale di Montecarlo fa salire di due gradini Rune che ora è n. 7, mentre la sconfitta in semifinale ferma la scalata di Sinner che resta al n. 8. Perde altri due posti Auger-Aliassime che si trova ora al n. 9, mentre è stabile al 10° posto Fritz. Per quanto riguarda gli altri italiani, sale di un gradino Musetti, ora n. 20 , Berrettini è sempre n. 22, come pure Sonego fermo al n. 45. Perde 4 posizioni Cecchinato che si rtitrova al n. 85 ed anche l’ultimo degli azzurri tra i primi cento, in quanto Fognini perdendo ulteriori sei posizioni è ora n. 106.
ROBERTO ERRANTE
