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Il Napoli non fa sconti. L’addio di Insigne al Maradona

“Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana”. Questo scriveva Manzoni, questo avrà pensato, senza dubbio, Lorenzo Insigne nel giorno dell’addio. Napoli-Genoa è stata la sua ultima partita a Fuorigrotta da calciatore del Napoli. Al minuto 88, Spalletti gli ha concesso la meritata standing ovation, richiamandolo in panchina con il sottofondo dell’applauso di tutto lo stadio. Poi, a match concluso, il giro di campo sulle note del Surdato ‘nnammurato e sull’onda dei cori dei suoi tifosi. Doveva essere il suo giorno e così è stato fino in fondo. Non sarebbe stato giusto chiudere con un calcio di rigore sbagliato, anche se poi Di Lorenzo aveva ribadito in porta per il gol del 2-0. Deve aver pensato questo l’arbitro Fabbri, che ha deciso di far ripetere al capitano il tiro dagli undici metri, approfittando dell’entrata in area anticipata di qualche giocatore. Un dettaglio burocratico per far segnare chi doveva segnare, probabilmente. E’ arrivato così, al minuto 65, il gol numero 122 di Insigne con la maglia del Napoli. Un bottino costruito in 11 stagioni e 433 presenze con la maglia azzurra, che lo issano al secondo posto solitario, dietro Mertens e davanti ad Hamsik, nella classifica dei marcatori di ogni tempo della società partenopea. Poteva esserci finale migliore? Forse si. Forse si poteva concludere con il tricolore, sfiorato da Insigne e dal Napoli in più di una stagione, compresa questa, ma che non è arrivato. E’ finita, comunque, con la certezza matematica del terzo posto in campionato. Di contro, la sconfitta per 3-0 ha spento le residue speranze di salvezza del Genoa, dell’altro capitano napoletano Mimmo Criscito. Salirono insieme in serie A, Napoli e Genoa, in uno storico ed indimenticabile 10 giugno 2007 a Marassi. I grifoni ce l’hanno messa tutta, hanno anche iniziato meglio dei padroni di casa, sfiorando il vantaggio al 13’ con un destro dal limite di Yeboah che ha colpito in pieno la traversa. Ma al 32’ è arrivato il quinto assist vincente di Di Lorenzo in campionato, il settimo in stagione. Il cross da destra del nazionale ha trovato pronto Osimhen per l’ennesimo stacco aereo vincente. Gol numero 14 del nigeriano, il settimo di testa. Una media realizzativa più che soddisfacente per un attaccante che sta migliorando a vista d’occhio anche sul piano tattico. Nel secondo tempo, Ospina ha dovuto compiere una grande parata su Portanova, lanciato a rete da Amiri. Poi è arrivato il calcio di rigore per il Napoli per tocco di mano in area. Il primo tentativo di Insigne è stato respinto dal palo. La seconda conclusione si è incastonata all’incrocio dei pali. Gioia e commozione di tutta la squadra, applausi a scena aperta per capitan Lorenzo. Ultima partita a Napoli per lui, ultima partita per Ghoulam e forse anche per qualcun altro. Ma c’è stata anche una prima volta. Servito da Anguissa dietro la linea del centrocampo, Stanislav Lobotka ha iniziato una lunga galoppata verso l’area avversaria, conclusa con un destro imparabile nell’angolino basso. Primo gol dello slovacco in maglia azzurra. Anguissa-Lobotka è stato il tandem di centrocampo che Spalletti ha potuto schierare soltanto per metà campionato, tra infortuni e coppa d’Africa. Ma quando hanno giocato loro, il Napoli è sembrato decisamente da scudetto. Obiettivo che i partenopei proveranno a raggiungere l’anno prossimo, anche senza Insigne.

Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it