Rudi, abbiamo un problema
Salvo clamorosi imprevisti, il Napoli si qualificherà per gli ottavi di Champions. Senza meritarlo particolarmente. Perchè in casa contro l’Union Berlino la partita andava vinta, magari facendo vedere anche qualche progresso dal punto di vista dell’organizzazione di gioco. Così non è stato. La squadra di Garcia ha un problema. D’accordo, forse ne ha anche di più. Ma uno è abbastanza evidente: non riesce a vincere in casa. L’ultima affermazione a Fuorigrotta risale al 27 settembre, contro l’Udinese. Appena due vittorie al Maradona su sette partite ufficiali disputate rappresentano un ruolino di marcia casalingo senza dubbi deludente.
Anche l’Union Berlino, squadra che veniva da ben 12 sconfitte consecutive, è riuscita a strappare un punto sul campo dei campioni d’Italia. Una prestazione, quella degli azzurri, davvero ardua da commentare. Garcia ha detto che la sua squadra ha sbagliato solo in occasione del contropiede dell’1-1. Volendo prendere per buone le parole dell’allenatore francese, resta comunque l’imbarazzo di una ripartenza concessa da azione di calcio d’angolo a favore, con il solo Lobotka rimasto a difendere contro due avversari. Un Napoli dalla manovra troppo compassata che nel finale è sembrato anche stanco. Del resto, giocano sempre gli stessi. Il turn over continua ad essere usato con estrema parsimonia. Soltanto due cambi rispetto a Salerno: Mario Rui e Natan al posto di Olivera e Ostigard. Solita partenza lenta, poi però i partenopei hanno creato delle buone occasioni da rete.
Natan ha colpito il palo di testa su cross di Zielinski, mentre un gol di Anguissa è stato annullato dall’arbitro, dopo consulto al Var, per fallo di Di Lorenzo, che si è appoggiato oltre il lecito su Roussillon in occasione dell’assist di testa al camerunese. Comunque, con un pizzico di fortuna al 39’ i padroni di casa hanno trovato l’1-0. Al termine di una lunga azione offensiva, Mario Rui ha messo un cross basso al centro dell’area, con Juranovic che ha deviato il pallone con il piede. La sfera è rimbalzata sul petto di Politano ed è carambolata alle spalle del portiere Ronnow. Non è stato certo immeritato il vantaggio del Napoli, che però ha rischiato grosso nell’ultimo minuto di recupero della prima frazione, con lo stesso Juranovic che ha battuto un calcio di punizione dal limite cogliendo il palo. Nella ripresa, gli azzurri hanno espresso per un po’ anche un bel gioco sfiorando il raddoppio.
Ma si sono lasciati ingolosire troppo dalla ricerca di una rete che sembrava facile da realizzare, lasciando clamorosamente spazio al contropiede fatale degli ospiti. Fofana e Becker si sono involati verso la porta difesa di Meret, che aveva anche respinto la prima conclusione dell’olandese ma nulla ha potuto sul successivo tentativo dell’ivoriano. Un pareggio che nessuno si aspettava e che ha messo in evidenza i limiti di un Napoli troppo arruffone e nemmeno brillante da un punto di vista atletico. Particolarmente negativa la prestazione di Kvaratskhelia che ha sbagliato delle opportunità abbastanza semplici per un calciatore del suo livello. Polveri bagnate anche per Raspadori. Garcia ha aspettato troppo per fare i cambi. Solo in occasione dell’infortunio di Lobotka si è deciso a mandare in campo Simeone. Ma il risultato non è cambiato. La preventivabile sconfitta del Braga a Madrid ha consentito comunque agli azzurri di incrementare il vantaggio in classifica sui portoghesi. Però il secondo posto del Napoli nel girone ha veramente poco onore.
Domenico Fabbricatore
