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Tennis, tante emozioni in questo complicato 2021

La stagione tennistica ormai volge al termine. Anche il 2021 è stato molto travagliato per il circuito internazionale, la pandemia pure quest’anno ha stravolto un po’ tutto, così come nel 2020 ci sono stati tornei, anche di una certa importanza (vedi il masters1000 di Shangai), cancellati, bolle d’isolamento e quarantene per i tennisti e tante altre ristrettezze. Il tennis italiano chiude con un bilancio tutto sommato positivo, nonostante, forse, le cose sarebbero potute andare ancora meglio e per questo resta il grosso rammarico per le tre finali perse, due da Berrettini e una da Sinner, rispettivamente al masters1000 di Madrid e Wimbledon e al masters1000 di Miami. Con il torneo di Stoccolma è calato il sipario per quest’anno, l’ATP250 svedese è stata l’ultima possibilità per coloro che ambivano a rientrare in extremis tra gli otto eletti delle ATP finals. Uno di questi era proprio Sinner che sperava, con un ottimo piazzamento, di qualificarsi per il rotto della cuffia, dopo che la cocente eliminazione al secondo turno del masters1000 di Bercy lo aveva retrocesso a n. 9 della race ed estromesso dalle finali. Ed, invece, per il nostro portacolori anche la Svezia si è rivelata amara, sconfitto nuovamente all’esordio da Murray in maniera piuttosto netta, 7-6 6-3, sebbene fosse il secondo turno e partiva come testa di serie n.1. Evidentemente l’altoatesino, ancora scosso dalla inopinata e rocambolesca eliminazione in semifinale a Vienna di due settimane fa, che pure gli era valsa l’ingresso nei top ten e soprattutto tra i primi otto della race, ne ha risentito oltremodo, considerato che pure a Parigi è uscito al secondo turno (ugualmente match d’esordio), perdendo quell’ottavo posto nella race, guadagnato con tanta fatica e dopo una lunga rincorsa. La stagione si è conclusa per tutti gli italiani in Francia, a Stoccolma erano presenti soltanto, come detto, Sinner e la promessa Vavassori, il quale ha riportato se non altro il record personale di essersi qualificato per la prima volta in un torneo del circuito maggiore, ma soprattutto aver vinto la sua prima partita, seppure con il qualificato Kotov. Il torinese poi nulla ha potuto nel secondo round contro il canadese Shapovalov, venendo travolto per 7-6 6-1. Dunque per Sinner un finale di stagione amaro, che, tuttavia, non deve cancellare quanto di buono fatto durante l’anno e che, anzi, deve essere da trampolino di lancio per il 2022, anno in cui si spera ci sia la definitiva consacrazione. Anno di definitivo rilancio anche per Berrettini atteso, di contro, alle ATP finals, la cui partecipazione l’ha conquistata di diritto già da tempo, chiudendo il ranking a n. 7. Contemporaneamente al torneo di Stoccolma si sono svolte a Milano le ATP Finals Next Gen, il torneo riservato agli otto migliori under 20 del circuito. Secondo previsioni ha vinto meritatamente lo spagnolo Alcaraz, in finale su Korda, dimostrando di essere la migliore promessa del tennis internazionale e destinato ad essere il degno erede di Nadal, seppure con un gioco diverso e a scalare molto velocemente la classifica. Alla manifestazione ha preso parte anche Musetti che, purtroppo, non è stato in grado di ripetere l’impresa di Sinner di due anni fa. Il carrarese, inserito nel girone con l’americano Korda, il francese Gaston e l’argentino Baez, è riuscito a vincere soltanto un match, quello con Gaston, perdendo gli altri due con Baez e con Korda, venendo, così, precocemente eliminato. Anche per l’azzurro, tuttavia, l’anno prossimo potrebbe essere quello delle grandi opportunità, le potenzialità ci sono tutte. In attesa, quindi, delle ATP finals che assesteranno definitivamente il ranking e stabiliranno chi sarà il migliore in assoluto, diamo uno sguardo ai piazzamenti settimanali. Nessun cambiamento tra i primi nove, nell’ordine: Djokovic, Medvedev, Zverev, Tsitsipas, Rublev, Nadal, Berrettini, Ruud,  Hurkacz. Tra i top ten entra per la prima volta il canadese Felix Auger-Aliassime, che scalza Sinner, ora fuori dai primi dieci e attualmente n. 11. Sonego è fermo al n. 27, come pure Fognini al n. 37, mentre scende di un posto Musetti ora 59°. Sale di un gradino Mager, portandosi alla posizione 63, così come Travaglia che con tre posti guadagnati è 78°. Sale anche Cecchinato, 96°, chiude la top cento Seppi fermo proprio al n. 100.

ROBERTO ERRANTE