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L’Europa (forse) all’Italia, l’Italia (sicuro) al Napoli

“L’Europa all’Italia, l’Italia al Napoli” è un titolo del Guerin Sportivo di esattamente 33 anni fa. Gli azzurri a Bologna avevano appena ipotecato il secondo (e non più ultimo) scudetto, mentre nelle competizioni continentali il Bel Paese avrebbe portato ben 4 rappresentanti in ciascuna finale, conquistando poi tutti i trofei. Nel 2023 sta succedendo qualcosa di simile, con addirittura 5 italiane nelle semifinali europee, anche se non sarà facile ripetere l’exploit del 1990. Una cosa è invece ormai certa:il Napoli ha vinto il terzo scudetto della sua storia. Manca solo il dettaglio della matematica, che potrebbe arrivare già nel prossimo weekend. Ma non c’è fretta. Se non sarà la prossima bisognerà attendere solo qualche giorno in più.

A Torino, contro la Juventus, gli uomini di Spalletti hanno fugato tutti i dubbi, spazzando via anche tutti i malumori nati da un periodo di fisiologica flessione, di cui ha beneficiato il Milan per strappare il passaggio del turno in Champions. Juventus-Napoli 0-1 è capitata praticamente a 5 anni esatti di distanza dall’ultima volta. Quella della capocciata vincente di Koulibaly e del sogno tricolore cullato per una settimana e poi svanito a Firenze. Stavolta andrà diversamente. Stavolta lo scudetto è del Napoli. Il gol più importante dell’anno l’ha siglato Giacomo Raspadori. Appena 2 reti in campionato per l’emiliano, l’ultima addirittura risaliva allo scorso settembre. Ma entrambe di un peso specifico clamoroso. Juventus-Napoli è stata una partita condizionata dalle fatiche di coppa, sia da una parte che dall’altra. Gli azzurri hanno giocato meglio, questo è fuori discussione. Ma hanno tirato poco in porta. Spalletti, senza Mario Rui, Rrahmani e Politano, usciti malconci dal quarto di finale, ha scelto di confermare Ndombele a centrocampo, lasciando Zielinski a riposo. Obbligate le altre scelte. Turnover importante anche per Allegri. I due si sono salutati ad inizio partita con una stretta di mano formale e poco convinta.

A mettere pepe ad una sfida povera di conclusioni in porta ci hanno pensato gli arbitri. Nel primo tempo Gatti andava espulso per un uppercut rifilato di destro al povero Kvaratskhelia. Un episodio sfuggito a Fabbri ma che il Var avrebbe dovuto segnalare. Nella ripresa, predominio del Napoli ancora più netto. Osimhen ha sfiorato il gol prima di destro e poi di testa. Incandescente il finale, con protagonisti arbitro, Var e i giocatori subentrati, sia da una parte che dall’altra. All’82’ grave errore del direttore di gara, che avrebbe dovuto rilevare in presa diretta il netto fallo di Milik su Lobotka. Invece Fabbri ha fatto cenno di continuare, la Juventus è partita in contropiede con un lungo lancio per Di Maria, che è entrato in area, si è accentrato ed ha battuto Meret anche grazie ad un tocco fortuito di Juan Jesus. Esultanza sfrenata di tutto lo stadio, compresi i calciatori in campo e quelli in panchina. Allegri si è sciolto nel classico sorriso di chi pregustava l’ennesimo “cortomuso”. Ma il Var ha richiamato Fabbri sui propri passi. Fallo di Milik ad inizio azione. Niente gol ma punizione per il Napoli. Poco dopo, Chiesa è scappato via sulla sinistra ed ha messo al centro per Vlahovic che ha appoggiato in rete. Stavolta anche l’esultanza è stata stroncata sul nascere. Il pallone era infatti uscito a fondo campo. Di pochi centimetri ma era nettamente fuori.

Al 92’, Cuadrado ha provato la sua giocata preferita: è entrato in area dalla destra, ha sterzato al cospetto di Juan Jesus e poi si è lasciato cadere dopo aver toccato lui il piede dell’avversario. Un’azione del genere, nel 2021 contro l’Inter, fu premiata con un calcio di rigore che tenne in vita la Juventus nella corsa alla Champions, poi conquistata nell’ultima giornata proprio a spese del Napoli. Stavolta no. Sul capovolgimento di fronte, Elmas ha lasciato partire un cross morbido sul secondo palo. Raspadori ha calciato al volo di sinistro. Palla sotto le gambe di Szczesny: Juventus-Napoli 0-1 al 93’. L’apoteosi, in attesa della matematica.

Domenico Fabbricatore