Altri sportApprofondimentiTennisTop News

A due mesi di distanza dall’ultimo titolo l’Italia torna al successo con Cobolli e Darderi

L’impressione che da tempo si è fatta sempre più concreta e cioè che dietro Sinner il tennis italiano fatica parecchio, la si è avuta, paradossalmente, proprio col ritorno alla vittoria nel circuito ATP di tennisti italiani. Era, infatti, la fine di gennaio quando il nostro n. 1 vinceva per la seconda volta consecutiva gli Australian Open, aprendo in maniera splendida il 2025, così come aveva concluso un fantasmagorico 2024 che rimarrà per sempre negli annali del tennis italiano e mondiale.

Poi la vicenda che lo ha colpito e che tutti conosciamo, con la sospensione di tre mesi e il suo rientro che avverrà agli inizi di maggio agli Internazionali d’Italia. Ci hanno provato i vari Zverev ed Alcaraz, rispettivamente n. 2 e n. 3 del ranking ad insidiare il trono di Sinner che resta saldamente il n. 1 e il più forte di tutti. Dicevamo degli oltre due mesi di buio, in questo periodo, infatti, gli azzurri hanno collezionato soltanto cocenti eliminazioni al primo o al secondo turno di questo o quel torneo, facendo rimpiangere non poco l’assenza di Jannik.

Ci ha provato Berrettini raggiungendo i quarti a Doha, Dubai e Miami ma non appena ha incontrato avversari di caratura superiore, come Draper, Tsitsipas e Fritz, è stato costretto ad ammainare bandiera, senza riuscire a fare quel salto di qualità che in passato lo ha portato ad essere il n. 6 del mondo. All’improvviso, in una domenica di inizio primavera, come i fiori che sbocciano in questa stagione, ecco arrivare clamorosamente due titoli in altrettanti tornei categoria 250 che hanno interrotto questo lungo periodo negativo. Flavio Cobolli al termine di un grande torneo vince il suo primo titolo ATP a Bucarest, a cui gli ha fatto eco Luciano Darderi che sulla superficie che predilige di più coglie il successo a Marrakech.

E’ d’obbligo partire con Cobolli se non altro perché il romano d’adozione, come detto, ha finalmente colto il primo successo in carriera, meritandolo dall’inizio alla fine. L’azzurro sta mettendo in mostra un gioco potente ed è dotato di una discreta tecnica, il suo tallone di Achille, dove dovrà ancora lavorare parecchio se vuole arrivare ad alti livelli è sicuramente il servizio. Bassissime quasi sempre le percentuali di prime, in pratica anche la finale l’ha vinta senza il primo servizio. Nonostante questo ha strameritato il successo regolando l’ostico argentino Baez in due set, senza mai dare l’impressione di cedere, al gioco preciso e fastidioso dell’avversario.

Cobolli non si è mai scomposto e nonostante poche prime di servizio è riuscito alla fine a trionfare con un duplice 6-4, praticando un gioco variabile e preciso, con colpi potenti. L’esordio nel torneo, tuttavia, non era stato dei più semplici, ammesso direttamente al secondo turno grazie alla sua classifica, incontrava il veterano Gasquet, già n. 7 del mondo che aveva ottenuto una wild card. L’azzurro partiva bene aggiudicandosi il primo set per 6-4, ma poi doveva subire la classe e l’esperienza del francese che faceva suo il secondo con l’identico punteggio. Nel terzo, però, la maggiore freschezza e tenacia di Cobolli venivano fuori, l’italiano finiva per travolgere l’avversario con un perentorio 6-1.

Nei quarti ad attenderlo c’era il qualificato Misolic che rendeva, comunque la vita dura al nostro porta colori il quale doveva arrivare fino al tie-break per domare gli ardori dell’indiavolato austriaco. Tutto più facile nel secondo, a Flavio bastava un break per aggiudicarsi il set e l’incontro per 6-4. A dispetto delle previsioni della vigilia, la semifinale si rivelava una pura formalità per Cobolli che travolgeva il malcapitato Dzumhur per 6-3 6-0. Poi la finale già raccontata che inserisce Cobolli nel palmares dei vincitori nel circuito ATP. A Bucarest era presente anche Nardi che continua a deludere, il suo cammino è incostante e pieno di alti e bassi, ci auguriamo che ciò sia dovuto alla giovanissima età e che presto verrà fuori tutta la sua tenacia e la sua tecnica. Intanto bruttissimo torneo, subito fuori al primo turno ad opera dell’ungherese Fucsovics, che lo regola in due set col punteggio pesante di 6-3 6-1. Con l’inizio della stagione sulla terra risorge Darderi, ormai è un dato di fatto che è la superficie a lui più congeniale, i suoi successi li ha costruiti, infatti, tutti sul rosso.

Dopo una serie di prestazioni negative, di clamorose eliminazioni ai primi turni, coincise tutte sul cemento, l’italoargentino è rifiorito come per incanto, raggiungendo prima la finale al challenger di Napoli e, poi, addirittura, aggiudicandosi il suo secondo torneo ATP in carriera a Marrakech, dopo quello di Cordoba lo scorso anno che lo lanciò nel gotha del tennis. Perfetto il cammino di Luciano che ha dovuto faticare soltanto nel secondo turno, sbarazzandosi con grande facilità degli avversari incontrati per strada, fino alla ciliegina sulla torta della finale. Finale dove Darderi ha trovato la testa di serie n. 1 del torneo, ossia l’ostico olandese Griekspoor, un osso duro per tutti, anche per Sinner tutte le volte che lo ha incontrato. L’olandese è partito alla grande, con colpi precisi e potenti ha fatto vacillare spesso l’italoargentino che, tuttavia, è riuscito a resistere e ribattere colpo su colpo, fino all’epilogo con due tie-break perfetti che gli hanno consegnato il titolo e una vittoria strameritata e portando a casa quel trofeo che l’anno scorso conquistò Berrettini.

All’esordio Darderi regolava con un duplice 6-4 l’americano Boyer, nel turno successivo, però, contro il francese Gaston ha dovuto faticare, è andato sotto nel primo set, perso per 6-2, ma poi come una lenza ha cominciato a macinare gioco e per l’avversario non c’è stato più scampo. Con lo score di 6-2 6-3 Darderi vinceva il secondo e il terzo, qualificandosi per i quarti di finale. Doveva esserci il derby con Sonego ma il torinese nel turno precedente si faceva sorprendere dal ceco Kopriva, non era così per Darderi che lo regolava in due set col punteggio di 7-5 6-2. In semifinale gli toccava un osso duro, lo spagnolo Carballes Baena, già finalista lo scorso anno, ma ormai Darderi era lanciato verso la finale, nessun ostacolo poteva sovrapporsi, men che meno il malcapitato spagnolo che tornava a casa mestamente col pesante fardello di una sconfitta in due set e cioè 3-6 2-6.

Grandissimo torneo di Bellucci, ormai sempre più stabile tra i top cento ed in continua ascesa. Il lombardo è giunto sino ai quarti, fermato soltanto dal finalista Griekspoor che ha fatto valere la maggiore esperienza e tecnica, pur faticando nei due set vinti per 6-3 6-4. In precedenza Bellucci aveva superato con un doppio 6-4 il russo Kotov e poi nientemeno che il francese Herbert, sempre in due set per 6-2 7-5. Delude ancora Sonego, nonostante il by ottenuto esordiva con sconfitta al secondo turno ad opera di Kopriva in tre set, pur riuscendo a recuperare lo svantaggio iniziale del primo set perso per 6-2, vincendo il secondo per 7-5 ma perdendo il terzo per 6-4. Non pervenuto il solito Fognini, ormai l’età e i problemi fisici che lo attanagliano non gli permettono più di essere competitivo, un pensiero serio al ritiro sarebbe d’obbligo per evitare continue figuracce.

Ennesimo esordio amaro superato dal carneade belga Collignon con un duplice 6-3. Il ranking vede sempre saldamente al comando Sinner nonostante lo stop forzato, i due contendenti principali ossia Zverev, fermo al n.2 e Alcaraz n.3, continuano a deludere e a perdere addirittura punti. Al n. 4 troviamo l’americano Fritz, mentre al n. 5 c’è Djokovic. Sale di un gradino ed è il nuovo n. 6 il britannico Draper, che scalza Ruud sceso al n. 7. Il greco Tsitsipas si conferma n. 8, il russo Rublev n. 9, chiude la top ten De Minaur al n. 10. Per quanto riguarda gli italiani, Musetti si conferma al n. 16, crolla Berrettini a cui sono stati tolti i punti ottenuti lo scorso anno col successo di Marrakech, perde ben 7 posizione e scende al n. 34. A lui fa da contraltare Cobolli che, invece, grazie al successo di Bucarest guadagna ben nove posti e sale al n. 36. Scendono rispettivamente di 1 e di 3 gradini Arnaldi e Sonego, ora n. 40 e n. 41, incalzati da Darderi che ha ripreso a salire, 9 le posizioni guadagnate e posizione n. 48. Sale anche Bellucci, +5 e classifica n. 66, stabile Nardi al n. 93, scende di un gradino Passaro ora n. 98 a chiudere la top 100 degli italiani.

ROBERTO ERRANTE