Tennis, soddisfa il percorso degli azzurri agli Australian open
E’ tornato re Nadal! Il fuoriclasse spagnolo si è aggiudicato con pieno merito gli Australian open, prima prova del grande slam stagionale e mette un punto esclamativo nei confronti di chi lo voleva ormai in declino, col fisico non più a poter reggere i ritmi sempre più incessanti del circuito. E dire che, in realtà, la sua presenza a Melbourne era stata in dubbio per le sue precarie condizioni fisiche, dopo una sosta forzata di parecchi mesi. Lo spagnolo si è prima “riscaldato” vincendo l’atp250 di Melbourne per poi trionfare negli open travolgendo tutto e tutti e dimostrando che, a 35 anni suonati, è ancora in grado di fare la differenza e di reggere alla grande gli sforzi fisici. Proprio il suo fisico, ancora abbastanza integro, appunto, gli ha permesso di superare autentiche battaglie, come la finale, tra le più combattutissime della storia del tennis, dopo una maratona di oltre 5 ore, contro il russo Medvedev, di 10 anni più giovane e sotto di due set. A quel punto è venuto fuori il fuoriclasse, Nadal ha acceso la luce, all’avversario non ha concesso più chances, conquistando il terzo, il quarto e il quinto set, fino alla vittoria finale. Per il maiorchino si tratta del 21° successo in carriera in un torneo dello slam, stacca Federer e Djokovic che ne hanno vinto 20 ciascuno e se consideriamo che lo svizzero ormai difficilmente se ne aggiudicherà qualcun altro, l’unico a poter competere con Nadal è proprio il serbo, almeno fin quando non risolverà i suoi problemi dell’essere “no-vax” e le mancate vaccinazioni. Per lo spagnolo si è trattata di un’autentica cavalcata, al primo turno ha travolto l’americano Giron in tre set, stessa sorte ha riservato al tedesco Hanfmann nel turno successivo, mentre nel terzo round lasciava un solo set al russo Khachanov. Negli ottavi riprendeva il rullo compressore, sbarazzandosi facilmente del francese Mannarino in tre partite. Era nei quarti, contro il giovane canadese Shapovalov che Nadal accusava le prime difficoltà, ma riusciva ad uscirne sempre da trionfatore. Sotto di due set, lo spagnolo tirava fuori tutta la sua tecnica e il suo carattere fino al successo finale al quinto set, dopo aver dominato il terzo e il quarto. In semifinale toccava al nostro Berrettini dover lasciare il passo alla furia spagnola, l’italiano partiva nervoso e cedeva quasi subito i primi due set, poi riusciva ad entrare in partita vincendo il terzo, ma Nadal, che sembrava dovesse capitolare, riusciva a ritrovarsi e aggiudicarsi il match. Detto della finale che ha visto come finalista per la seconda volta consecutiva Medvedev, l’anno scorso perse da Djokovic e per la seconda volta consecutiva si è dovuto arrendere all’avversario. Giusto per la cronaca ricordiamo lo score del combattutissimo incontro finale: 2-6 6-7 6-4 6-4 7-5. Gli Open d’Australia hanno regalato gioie pure agli italiani, innanzi tutto sono stati raggiunti due records e cioè che per la prima volta due azzurri hanno raggiunto i quarti di questo torneo e per la prima volta ce n’è arrivato uno in semifinale. Resta sempre quel pizzico di rammarico che vede i nostri due numeri uno non riuscire a compiere quell’ultimo step, quel salto di qualità che li consacrerebbe definitivamente e cioè battere un top five. Non privo di difficoltà e di ostacoli il cammino di Berrettini che già all’esordio denotava qualche incertezza superando in quattro set l’americano Nakashima, stesso match nel secondo turno contro l’altro americano Kozlov, dove al nostro portacolori ci sono voluti i soliti quattro set per passare il turno. L’impresa il romano la compie al terzo round, contro la giovane promessa spagnola Alcaraz, vince agevolmente i primi due set ma poi crolla inaspettatamente e si fa rimontare. Si va al quinto, un set tiratissimo, dove l’azzurro si ritrova e mette in campo tutta la sua esperienza sorretto dal servizio, alla fine, in un drammatico tie-break, riesce a spuntarla. E’ negli ottavi dove Berrettini trova il meglio di se, lo spagnolo Carreno Busta, pur opponendo una strenua resistenza e giocando anche bene, nulla può contro le bordate del romano che lo batte in tre set. Nei quarti c’è l’istrionico Monfils, per l’italiano la gara si mette subito in discesa, in breve tempo si trova subito due set avanti, ma come era successo con Alcaraz, qualcosa s’inceppa. Il francese supportato da un pubblico ai limiti della scorrettezza, riesce ad entrare in partita, Berrettini s’innervosisce e complice anche un calo fisico perde i successivi due set. Si va nuovamente al quinto, l’azzurro riesce a trovare la concentrazione ed ha una reazione d’orgoglio che lo porta ad aggiudicarsi con pieno merito il set e il match. In semifinale, come detto, contro Nadal Berrettini è entrato in partita troppo tardi, ha lasciato scorrere via i primi due set troppo agevolmente per l’avversario, la reazione arrivata al terzo a poco è servita, perché al quarto Nadal ha sfruttato subito il break e non si è fatto raggiungere più. Lo score della gara 6-3 6-2 3-6 6-3 fotografa perfettamente il suo andamento. Quarti di finale per Sinner, cui pure avevamo posto grosse speranze, ma di fronte al greco Tsitsipas, che forse ha giocato la migliore partita di sempre, l’Altoatesino è stato annichilito in tre set, incapace di entrare mai in partita, ha lasciato sin da subito l’iniziativa all’avversario, subendo una lezione di gioco, che lascia ancora i soliti dubbi, sul gap che ancora c’è tra lui e i primi del ranking. Eppure il cammino di Sinner fino ai quarti era stato a dir poco devastante, in tre set si sbarazzava, al primo turno, del portoghese Sousa. In tre set travolgeva l’americano Johnson nel turno successivo, piccolo passaggio a vuoto nel terzo round, allorquando cedeva un set al giapponese Daniel, il secondo, dopo aver vinto il primo, salvo poi ripartire alla grande e portare a casa il terzo e il quarto. Grande partita del nostro portacolori negli ottavi contro il beniamino di casa De Minaur che è stato in partita solo nel primo set perso al tie-break, poi la gara non ha avuto più storia, con Sinner che ha cominciato a bombardare dal fondo e vincere meritatamente gli altri due set. Nei quarti il triste epilogo già raccontato contro Tsitsipas, in quello che poteva essere il match della definitiva consacrazione per l’altoatesino. Buono il torneo di Sonego che ha raggiunto il terzo turno, dopo aver travolto l’americano Querrey in tre set al primo turno, superava in quattro set il tedesco Otte nel turno successivo, salvo poi fermarsi al terzo contro il serbo Kecmanovic in quattro set. Per il resto molte delusioni, soprattutto da parte del solito Fognini surclassato al primo turno dal giovane olandese Griekspoor, il ligure si rifarà parzialmente raggiungendo i quarti nel torneo di doppio in coppia con Bolelli. Musetti incapace di opporre la minima resistenza all’australiano De Minaur, per il carrarese continua il periodo negativo che dura ormai da mesi, tra cocenti sconfitte e brutte prestazioni, su di lui ci sono da rivedere molte cose. Senza attenuanti la sconfitta di Caruso, 3 set a 0, ripescato proprio al posto di Djokovic, escluso dal torneo per le note vicende, contro il serbo Kecmanovic in pratica non ha visto mai la palla. Brutto torneo anche per Seppi subito fuori al primo turno, contro il polacco Majchrzak ha raccolto solo le briciole, come pure Cecchinato, sempre in difficoltà sulle superfici veloci, battuto dall’anziano tedesco Kohlschreiber in tre set. Le uniche attenuanti vanno a Mager, per lui ancora un sorteggio sfortunato, nulla ha potuto contro il russo Rublev e Travaglia che pure ha lottato e costretto al quarto set lo spagnolo Bautista Agut. Come tutti i grandi tornei che assegnano molti punti, anche gli australian open hanno stravolto la classifica. Resta sempre primo Djokovic ma i punti conquistati da Medvedev in finale fanno si che il russo, sempre secondo, si è avvicinato di molto al serbo. Resta terzo Zverev e quarto Tsitsipas, ma come per Medvedev, il greco è ora tallonato da Nadal distante circa 300 punti. Le note liete arrivano da Berrettini che sale al 6° posto, scalzando Rublev, ora 7°. Ottavo e nono rispettivamente Ruud e Auger-Aliassime, resta decimo Sinner, nonostante i quarti raggiunti non è riuscito a scavalcare il canadese avendo anch’egli ottenuto i quarti. Tre gradini li sale Sonego, ora n. 23, uno Fognini che si piazza al 31° posto. Crolla Musetti che perde sei posizioni ed è 66°, tallonato da Mager che pur perdendo due posti è ora 67°. Guadagna cinque posizioni Travaglia, ora n. 93, chiude la top cento degli italiani Cecchinato, n. 98, nonostante abbia perso tre posizioni.
ROBERTO ERRANTE
