ATP500 Vienna, Sinner cede in semifinale, che peccato!
A Vienna poteva scriversi un’altra pagina memorabile per il tennis italiano ed, invece, alla fine è più il rammarico che la gioia per gli ennesimi traguardi raggiunti. E’ successo che Sinner all’ATP500 di Vienna, dopo aver dominato gli avversari ad ogni turno, così come era successo ad Anversa, in semifinale ha compiuto l’incredibile. L’azzurro è riuscito a perdere un incontro stradominato che aveva ormai in tasca, che conduceva 6-3 5-2, e che sul 5-3 ha servito per approdare in finale. Lì qualcosa si è clamorosamente inceppato, l’avversario, l’americano Tiafoe, non avendo più nulla da perdere ha iniziato a fare l’istrione, ha cominciato a compiere gesti al limite della regolarità, aizzando la folla e disturbando non poco l’altoatesino sino ad allora impeccabile. Anche la fortuna è girata decisamente a favore dell’americano, una serie di colpi rocamboleschi sono fniti sulle righe per questione di millimetri, favorendolo decisamente. La gara è cambiata incredibilmente, lo statunitense dopo aver vinto il secondo set per 7-5, ha poi travolto Sinner nel terzo 6-2 che ormai era crollato psicologicamente. Per carità, non vogliamo giustificare la sconfitta dell’altoatesino adducendola a questi motivi, il tennis, purtroppo, è così, è uno sport soprattutto mentale, non è il primo e non sarà l’ultimo incontro già vinto e che si perde inopinatamente. L’amara sconfitta ha offuscato quelli che sono i traguardi raggiunti dall’italiano che grazie ai punti ottenuti a Vienna entra nella top ten, piazzandosi al numero nove, suo nuovo best ranking e stabilendo un ulteriore record per il tennis italiano. Era, infatti, dai tempi di Pannatta e Barazzutti che non c’erano due azzurri tra i primi dieci del mondo, ma, soprattutto, Sinner è ora n. 8 della race e cioè l’ultimo posto utile per partecipare alle ATP finals, dove è già qualificato Berrettini. Se confermato sarebbe, quindi, un altro primato per l’Italia, due azzurri che prenderebbero parte al torneo finale. Al primo turno Sinner ha liquidato il bomabardiere americano, il re degli aces, Opelka, per 6-4 6-2. Nel round successivo batteva il tennista di casa Novak con lo stesso punteggio del primo turno, mentre nei quarti non avava problemi a sbarazzarsi del norvegese Ruud, fresco n. 8 del ranking, per 7-5 6-1. Poi la maledetta semifinale che abbiamo raccontato e che complica un pò la corsa alle ATP finals. In gara a Vienna c’era pure Berrettini il quale ancora una volta ha offerto prestazioni in chiaro scuro, quasi mai convincente, ha superato non senza difficoltà, all’esordio, l’australiano Popyrin. Nel turno successivo ha sofferto non poco per battere, al terzo set Basilashvili, anche se ad onor del vero il georgiano, giocatore dalla grossa esperienza e già n. 16, si trovava in grandissima forma. Ai quarti il romano si incrociava con la giovane promessa spagnola Alcaraz, senza storia il primo set perso da Berrettini per 6-1. L’azzurro si aggiudicava il secondo set al tie-break, faticando non poco, per poi perdere il match ugualmente al tie-break, lasciando diversi dubbi sulla sua attuale consistenza tecnica e fisica. Degli altri italiani in tabellone, sfortunato il torneo di Sonego, batteva al primo round il tedesco Koepfer, ma nel secondo se la vedeva con il norvegese Ruud, anche se il torinese vendeva cara la pelle uscendo sconfitto soltanto al terzo set, al termine di un match tiratissimo. Tutti eliminati al primo turno ma con diverse motivazioni: Mager, che si arrendeva al giocatore di casa Novak, trascinato dal pubblico presente, soltanto, però, con due combattutissimi tie-break. Musetti che ha avuto la sfortuna di essere sorteggiato a Monfils, in grande forma, vendeva cara la pelle dopo due set dall’esito incertissimo. Fognini ormai in caduta libera, ennessima sconfitta stagionale, nulla poteva contro l’argentino Schwartzman. Il torneo è stato vinto con pieno merito dal tedesco Zverev, senza storia la finale contro Tiafoe, a cui evidentemente non è bastato più fare l’istrione ed essere baciato dalla dea bendata. In settimana si è svolto anche il torneo di San Pietroburgo, categoria 250, vinto meritatamente dal redivivo Cilic, il croato ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per battere in extremis l’americano Fritz, 76 46 64 lo score. La classifica questa settimana non vede cambiamenti fino alla settima posizione: sempre n. 1 Djokovic, 2) Medvedev, 3) Tsitsipas, 4) Zverev, 5) Nadal, 6) Rublev, 7) Berrettini. Le novità a chiudere la top ten, si conferma 8° Ruud, mentre con due posizioni guadagnate Sinner è ora n. 9, resta 10° Hurkacz. Per quanto riguarda gli altri italiani, scende di 5 posizioni Sonego, ora 28°, mentre ne perde una Fognini finendo al n. 37. Guadagnando due posti Mager si porta al n. 66 e riscavalca Musetti che resta stabile alla posizione 67, +2 pure per Travaglia ora n. 81. Sale di due posizione anche Cecchinato che si porta al 93° posto, chiude la top cento degli italiani Seppi ora n. 99.
ROBERTO ERRANTE https://webmailtin.tim.it/mail/ad/native_ads_inbox_150X500.html
