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Fermi tutti gli italiani, ad Astana si distingue il giovanissimo Nardi. Si fa serrata la lotta alle qualificazioni per le ATP Finals

Tennis azzurro praticamente fermo, nonostante fossero in programma due tornei di una certa importanza, entrambi di categoria 500. A Tokio è andato di scena il tradizionale appuntamento indoor di inizio autunno, con un ricco montepremi di oltre 2 milioni di dollari. In Giappone è stato quasi un dominio americano con il duo Fritz-Tiafoe che hanno sbaragliato il campo, regalandosi una finale tutta a stelle e strisce. Ha vinto Fritz facendo prevalere, nei momenti topici del match, la maggiore esperienza e tecnica, seppure Tiafoe è uscito a testa alta, arrendendosi soltanto su due tie-break, laddove gli è venuto meno il servizio. Un successo che permette a Fritz di guadagnare ben tre posizioni nel ranking e rientrare prepotentemente in top ten, ma soprattutto essere in piena corsa per le ATP finals. In Kazakistan faceva l’esordio nel circuito l’Astana Open, che sostituiva uno dei tanti tornei cinesi cancellati anche quest’anno dal calendario, causa covid. In realtà una presenza italiana c’è stata, anche se magari è sembrata passare in silenzio, ma che, invece, risultati alla mano, si è fatta sentire, eccome. Si tratta del giovanissimo diciannovenne Luca Nardi, che per la prima volta si cimentava in un torneo 500 e che, chiaramente, data la sua classifica, partiva dalle qualificazioni. Già al primo turno di qualificazione, contro il croato Medjedovic, faceva capire che la sua partecipazione non sarebbe stata una semplice timbratura di cartellino. In due rapidi set si sbarazzava dell’avversario 6-1 6-3 e accedeva al turno finale. Qui ad attenderlo c’era niente di meno che il belga Goffin, già n. 7 del mondo ma caduto in disgrazia e costretto alle qualificazioni. Primo set facile, comunque la tecnica e l’esperienza erano dalla sua parte, la frazione si chiude per 6-3. Ma questo Luca Nardi non lo ferma nessuno, capovolge clamorosamente l’incontro e si aggiudica i due set successivi, con altrettanti tie.break spettacolari da consumato campione. L’accesso al tabellone principale era già una clamorosa impresa per Nardi che sembrava arrivato al capolinea. Ed, invece, ecco un’altra prestazione sopra le righe e in due set schianta anche il russo Shevchenko. Nel round successivo l’azzurro trova sulla sua strada il greco Tsitsipas, sono scherzi del tabellone. Sulla carta non c’è partita, invece, alla fine c’è anche un pizzico di amarezza per non essere riuscito a fare quello step in più – perché il tennis c’è e si vede – ma allo stesso tempo la soddisfazione di essere riuscito a portare il n.6 del mondo al tie-break, due volte di fila. Nardi esce a testa altissima dal torneo di Astana dove dopo aver conquistato la sua prima vittoria a livello Atp ha fatto tremare anche il Top 10 Stefanos Tsitsipas. Una performance maiuscola quella del marchigiano, il quale oltre ad aver lottato fino all’ultimo punto nonostante un problema muscolare alla gamba sinistra riscontrato sul finale, non ha mai concesso nulla al servizio e nel secondo set si è addirittura ricavato due occasioni di break contro il giocatore di Atene, impostosi poi per 7-6(2) 7-6(3). L’azzurro non ha concesso palle break all’avversario, chiudendo anche con più vincenti rispetto al greco (35 contro 27). Davvero, quindi, una bella partita quella del marchigiano, che ha giocato alla pari con il greco, mostrando una qualità di tennis che fa ben sperare per il futuro. Il torneo, per la cronaca, è stato vinto da Djokovic, anche se in semifinale ha beneficiato del ritiro di Medvedev che aveva vinto il primo set, salvo vincere il secondo a fatica col tie-break. In finale, poi, il serbo ha avuto la meglio proprio su Tsitsipas, due set quasi senza storia, 6-3 6-4 lo score, continuando, così, a risalire la classifica. Per quanto riguarda il ranking qualche novità tra i top ten, si conferma primo Alcaraz, n. 2 è Nadal, Ruud n. 3 e n. 4 Medvedev. Sale al n. 5 Tsitispas, che spodesta Zverev ora n. 6,  Djokovic, nonostante la vittoria di Astana resta n. 6 . Bel balzo in avanti di Fritz, grazie al successo di Tokio rientra nella top ten e si piazza al n. 8. Rublev resta n. 9. Di contro scivola al n. 10 Norrie, il quale perde due posti. Per quanto riguarda gli italiani Sinner è fermo al 12° gradino, si conferma al n. 16, invece, Berrettini. Musetti perde una posizione, ora è n. 28, stessa sorte è toccata a Sonego che ora si ritrova al n. 51. Scende di due gradini  Fognini  che si piazza al n. 59, il ligure è anche l’ultimo degli italiani presenti nei primi 100.

ROBERTO ERRANTE