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Alcaraz vince ancora, nuova grossa delusione e nuovo ritiro per Sinner

Un dato ormai è acclarato, il tennis azzurro non sta vivendo un buon momento e purtroppo la previsione non è per nulla rosea. Il bilancio va fatto, naturalmente, sui nostri primi tre del ranking che per un motivo o per un altro al momento non sembrano in grado di riportare qualche vittoria di prestigio. Prendete il n. 1 azzurro cioè Sinner, ad Halle raggiunto i quarti è stato costretto all’ennesimo, clamoroso e per certi versi inspiegabile ritiro stagionale. In pratica Jannik è da Montecarlo che non ne azzecca più una, quale sia il male che lo attanaglia è un mistero, fragilità mentale o fragilità fisica? Una o entrambe un dato è certo, come già ribadito in passato, attualmente non vediamo l’altoatesino in grado di competere con i top e soprattutto vincere un masters.

C’è poi il n.2, Musetti nonostante qualche discreto risultato si scopre che durante la gara avverte non pochi problemi psicologici. Già in passato Lorenzo aveva rivelato di vivere momenti di scarsa serenità in campo, sfociati addirittura in attacchi di panico. Non riesce a superare quell’ansia che lo avvolge nei momenti topici di un match, tanto da dover far ricorso all’aiuto di uno psicologo. Infine il n. 3 Berrettini, la sua carriera tennistica sta diventando un autentico Calvario, infortuni muscolari in serie ne stanno compromettendo la carriera, ma soprattutto lo stanno sottoponendo ad uno stress psicologico tale da minare le prestazioni anche contro l’avversario più abbordabile.

Con queste oscuri presagi la comitiva azzurra si avvia ad affrontare quello che è il torneo dei tornei, ossia Wimbledon, stavolta con tantissimi dubbi e scarsissime certezze. La finale raggiunta due anni fa da Berrettini, unico italiano a farlo, o i quarti di Sinner quando si è trovato 2 set a 0 nei confronti di Djokovic, appaiono un lontanissimo ricordo. Così è stato nei due tornei disputati dai nostri portacolori la settimana scorsa, dove in programma vi erano due “signori” torneo, quello antichissimo e tradizionale del Queen’s e quello più giovane ma sempre dal discreto fascino di Halle, entrambi categoria 500. Nella manifestazione londinese, proprio in virtù di quanto dicevamo prima, non c’era a difendere il titolo Berrettini, capace di aggiudicarsi il torneo per ben due volte consecutive, c’era, invece, Musetti che, ad un certo punto del torneo, aveva quasi dato l’impressione di poter emulare Matteo, conclamando così una supremazia azzurra che difficilmente si sarebbe potuta ripetere.

Ed invece il carrarino, dopo l’ottimo esordio con il britannico Choinski, battutto per 6-4 6-2 e la vittoria di forza con l’americano Shelton, nel secondo turno, per 6-4 4-6 6-4, al cospetto di Rune, nei quarti, crollava psicologicamente, non capitalizzando un vantaggio di 4-1 nel primo set e sciupando due set point nel secondo. Dal linguaggio del corpo e dalle smorfie prodotte durante la gara si è intuito che Musetti stava nuovamente facendo i conti con i suoi demoni psicologici che lo trascinano in un vortice senza uscita e lo portano ad un’amara sconfitta. Il Queen’s o Cinch Championships, come viene ora chiamato il torneo inglese, è stato vinto dal solito Alcaraz che sta dimostrando di essere sempre più un tennista completo, competitivo su tutte le superfici, forte fisicamente e tecnicamente.

Nulla da dire se non provare quel pizzico di invidia che da italiani, purtroppo, ci tocca provare, a confronto dei nostri beniamini. Lo spagnolo in finale con un duplice 6-4 si è sbarazzato dell’australiano De Minaur che pure ha disputato un ottimo torneo, superando in semifinale quel Rune che, dopo Sinner a Montecarlo, con i suoi giochetti da circo ha irretito pure Musetti. In Germania, ad Halle, c’erano, invece, Sinner, Sonego e Vavassori che era riuscito a superare le qualificazioni, ma che uno sfortunatissimo sorteggio lo ha opposto al primo turno allo spagnolo Bautista Agut che lo batteva in due set per 6-3 6-4. Sonego di turni ne giocava due, batteva all’esordio il russo Karatsev in tre set 6-2 3-6 6-2, ma ancora una volta ci si metteva la malasorte perché nel turno successivo il torinese veniva opposto proprio a Sinner, nonostante Lorenzo si aggiudicava il primo set al tie-break, doveva capitolare negli altri due, dove veniva fuori la potenza e la tecnica di Jannik. Proprio questo incontro, unito al precedente dove Sinner, seppure con qualche incertezza, specie nel secondo set, aveva avuto la meglio sul francese Gasquet, anche qui ci sono voluti 3 set, avevano lasciato ben sperare finalmente in un Sinner ritrovato.

I quarti con Bublik apparivano quasi una formalità, visto che il kazako negli incontri precedenti era uscito sempre perdente ed, invece, ecco l’altoatesino ripiombare nelle solite fragilità, incertezze e così dopo aver regalato il primo set all’avversario per 7-5, sul 2-0 del secondo issava nuovamente bandiera bianca ed inspiegabilmente si ritirava. A termine del match dirà che ha avvertito un leggero dolore muscolare e allo scopo di non compromettere la partecipazione a Wimbledon ha preferito ritirarsi. Dunque che l’altoatesino debba ancora lavorare sul fisico è ormai un dato di fatto, il rischio è che altrimenti possa piombare nell’anonimato. Peccato per il duo Bolelli-Vavassori giunti in finale del doppio e sconfitti in tre set dal duo carioca-australiano Melo-Peers, 7-6 3-6 10-6 lo score. Da segnalare, per quanto riguarda il circuito challenger, la finale raggiunta da Maestrelli al torneo di Montechiarugolo, dove è stato sconfitto dal francese Muller per 6-1 6-4. Per quanto riguarda il ranking, la vittoria al Queen’s regala nuovamente la leadership ad Alcaraz, con Djojovic che scende al n. 2, Medvedev resta n. 3, così come Ruud n. 4, Tsitsipas n. 5, Rune n. 6 e Rublev n. 7.

Nonostante tutto Sinner riesce pure a guadagnare una posizione, ora, infatti, è n. 8, a discapito di Fritz che scende di un gradino ed ora è n. 9. Resta decimo Tiafoe. Per quanto riguarda gli altri azzurri, Musetti guadagna un’altra posizione e si piazza al n. 15, suo nuovo best ranking, Berrettini, invece, continua  a scivolare giù, perde altre tre posizioni ed ora si ritrova n. 37. Anche Sonego perde un posto, ora è n. 40, Arnaldi perde altre quattro posizioni, attestandosi al n. 78. Chiude la top cento degli italiani Cecchinato, scende di un gradino piazzandosi al n. 88.

ROBERTO ERRANTE